Alla Scala l’apertura della 145esima sessione del Cio. Mattarella chiede il rispetto della tregua olimpica e richiama i valori universali dello sport davanti ai vertici istituzionali e olimpici
“Chiediamo, con ostinata determinazione, che la tregua olimpica venga ovunque rispettata. Che la forza disarmata dello sport faccia tacere le armi”.
È l’appello lanciato lunedì sul palco del Teatro alla Scala di Milano dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che ha aperto la 145esima sessione del Comitato olimpico internazionale (Cio), in un contesto globale purtroppo segnato da guerre e profonde tensioni geopolitiche.
Le parole di Mattarella hanno dato subito il tono all’evento, in quanto passaggio chiave verso Milano-Cortina 2026, ma anche per il forte richiamo ai valori universali dell’olimpismo: pace, dialogo e cooperazione tra i popoli.
Il presidente della Repubblica è arrivato alla Scala accolto dal sindaco di Milano Giuseppe Sala, dal sovrintendente Fortunato Ortombina e da numerose autorità istituzionali tra cui il presidente della Camera Lorenzo Fontana, la vicepresidente del Senato Licia Ronzulli, il governatore lombardo Attilio Fontana e il presidente della Regione Veneto Alberto Stefani. In sala anche i vertici dello sport italiano e internazionale.
All’ingresso del Capo dello Stato e della presidente del Cio Kirsty Coventry, il pubblico si è alzato in piedi, orchestra compresa, per un lungo applauso. Dopo l’esecuzione dell’Inno Olimpico e dell’Inno di Mameli, la cerimonia è entrata nel vivo con gli interventi istituzionali.
"Le guerre, le lacerazioni alla serenità della vita internazionale, gli squilibri, le sofferenze -ha aggiunto il capo dello Stato - recano oscurità e feriscono le coscienze dei popoli. Lo sport accoglie, produce gioia, passione, speranza. È rispetto per l'altro. Sfida ai propri limiti: è libertà di progredire. Lo sport è incontro in pace: testimonia fraternità nella lealtà della competizione con altri ".
Nel suo discorso, Mattarella ha sottolineato il valore universale dei Giochi Olimpici e il significato dell’impegno assunto dall’Italia.
“I Giochi sono l’evento sportivo universale. L’Italia è felice di accogliere atleti, allenatori, tecnici e spettatori che arriveranno da ogni parte del mondo”, ha detto il presidente, evidenziando il senso di responsabilità con cui il Paese sta affrontando la preparazione di Milano-Cortina 2026.
“Consideriamo l’ospitalità un tratto caratteristico dell’identità italiana, della sua cultura”, ha aggiunto, assicurando il massimo impegno affinché l’esperienza olimpica sia anche un’occasione per scoprire territori, città, borghi e paesaggi delle Alpi e delle regioni coinvolte.
Prima del Capo dello Stato, che in mattinata era andato all'ospedale Niguarda per salutare i ragazzi feriti nel rogo di Capodanno a Crans Montana, era intervenuto il presidente del Coni, Luciano Buonfiglio, che ha richiamato il legame millenario tra sport, cultura e musica, evocando le origini antiche dei Giochi e il significato simbolico della scelta della Scala come sede della cerimonia.
“Il Movimento olimpico deve essere un faro eterno di pace, di unità e di umanità”, ha affermato, invitando a non cedere alle divisioni in un’epoca segnata da conflitti e instabilità.
Il 6 febbraio si terrà allo stadio di San Siro la cerimonia di apertura dei Giochi invernali di Milano-Cortina, che si svolgono in diverse località tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige.