Il governo di Javier Milei ha tagliato drasticamente il budget dei vigili del fuoco negli ultimi anni e in molti tra gli operatori si dimettono per gli stipendi troppo bassi. Intanto Buenos Aires ha dichiarato lo stato di emergenza
Gli incendi in Patagonia continuano mentre hanno già devastato più di 40mila ettari nella zona settentrionale della regione in Argentina e costretto il governo a evacuare migliaia di persone.
Le fiamme si sono estese anche al parco nazionale Los Alerces, patrimonio mondiale dell'Unesco che ospita alberi di 2.600 anni. I lavoratori del parco hanno chiesto più sostegno dal governo per le operazioni di contenimento degli incendi.
"Siamo a corto di personale", ha dichiarato Hernán Mondino, vigile del fuoco del parco Los Alerces. "Oggi siamo in 390. Quando è iniziata l'amministrazione di Javier Milei, il presidente argentino, eravamo in 430".
Milei ha ridotto drasticamente la spesa pubblica negli ultimi due anni con una dura politica di austerità. Il budget dei vigili del fuoco argentini si è ridotto dell'80 per cento nel 2024, l'anno successivo all'insediamento di Milei. Per il 2026 si prevede un ulteriore taglio del 71 per cento rispetto al 2025.
Oltre ai tagli al personale, anche le dimissioni sono molte, ha spiegato Mondino, a causa degli stipendi troppo bassi. Gli stipendi dei vigili del fuoco sono scesi sotto i 500 dollari (circa 421 euro) al mese, al di sotto della soglia di povertà argentina per una famiglia di quattro persone.
Di conseguenza, le comunità sono intervenute, creando barriere antincendio improvvisate con motoseghe, rastrelli, tubi flessibili e altri strumenti di uso quotidiano. I vigili del fuoco hanno affermato che il taglio ai fondi arriva in un momento in cui hanno bisogno di più personale poichéi cambiamenti climatici aumentano il rischio di incendi.
Intanto, il 30 gennaio l'esecutivo di Buenos Aires ha dichiarato lo stato di emergenza in diverse province patagoniche e stanziato 100 miliardi di pesos (circa 58 milioni di euro) ai vigili del fuoco del Paese.