Dopo l'uccisione di Renee Good da parte di un agente federale Ice, esplodono proteste e tensioni a Minneapolis: gas lacrimogeni, manifestanti feriti e cause legali contro l’amministrazione Trump
Gas lacrimogeni, proiettili non letali e tensione che monta: Minneapolis è tornata a trasformarsi in una città sotto assedio. Gli agenti federali hanno fatto ricorso a spray urticanti e granate stordenti contro gli attivisti. Acnhe gli studenti di alcune scuole della città hanno abbandonato le aule per protestare contro le dure politiche anti-immigrazione dell’amministrazione Trump.
Lo scontro con le forze dell’ordine prosegue senza sosta, a sei giorni dalla morte di Renee Good, la donna uccisa da un agente dell'immigrazione.
Centinaia di persone hanno marciato per le strade di Santa Ana. Un gruppo più piccolo si è fermato davanti all’edificio federale. I manifestanti hanno urlato insulti contro l’Immigration and Customs Enforcement e hanno dato fuoco a quella che sembrava una bandiera americana sui gradini.
Gli agenti in tenuta antisommossa erano pochi, equipaggiati per il controllo della folla.
Un manifestante è stato colpito al volto da un proiettile sparato a distanza ravvicinata. Ha perso la vista dall’occhio sinistro.
Con il Dipartimento della Sicurezza Nazionale che ha annunciato l’invio di oltre 2.000 agenti dell’immigrazione in Minnesota, lo Stato, insieme a Minneapolis e St. Paul, ha fatto causa all’amministrazione Trump lunedì per bloccare o limitare il dispiegamento.
Il Dipartimento afferma di aver effettuato più di 2.000 arresti dall’inizio di dicembre e promette di non arretrare.