L’Ungheria ha concesso asilo politico all’ex ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro, accusato in patria di abuso di potere: è polemica con Varsavia e critiche da Bruxelles. Spiegazione del caso e delle reazioni internazionali
L’Ungheria ha ufficialmente concesso asilo politico all’ex ministro della Giustizia polacco Zbigniew Ziobro, figura di spicco del partito nazional-conservatore Legge e Giustizia (PiS), suscitando una forte controversia diplomatica all’interno dell’Unione europea.
La notizia, resa pubblica il 12 gennaio 2026, riguarda una decisione del governo di Viktor Orbán, che ha applicato la legge ungherese sull’asilo per accogliere Ziobro – e, secondo alcuni rapporti, anche sua moglie – come rifugiati politici. La concessione dell’asilo, secondo Budapest, si basa sulla presunta persecuzione politica che l’ex Guardasigilli afferma di subire in Polonia.
Dopo aver ottenuto l'asilo, Zbigniew Ziobro, sulla piattaforma X, ha dichiarato: "Ho scelto di lottare contro la criminalità politica e l'illegalità. Mi oppongo alla dittatura che avanza [...] in nome dei principi che mi hanno sempre guidato e a causa dei quali oggi sono diventato il bersaglio della vendetta personale di Donald Tusk e della sua cerchia".
Chi è Zbigniew Ziobro e perché è al centro della polemica
Zbigniew Ziobro, 55 anni, è stato ministro della Giustizia e procuratore generale della Polonia nei governi guidati dal PiS tra il 2015 e il 2023, ricoprendo un ruolo centrale nelle riforme del sistema giudiziario che hanno alimentato un lungo scontro tra Varsavia e le istituzioni europee.
Attualmente è sotto indagine in Polonia con 26 capi d’imputazione che includono abuso di potere, creazione e guida di un’organizzazione criminale e uso improprio di fondi pubblici del cosiddetto Fondo per la Giustizia, destinato alle vittime di reati. Parte di questi fondi – secondo l’accusa – sarebbe stata utilizzata per acquisire il software spia Pegasus o per altri fini non conformi, accuse che Ziobro respinge definendole parte di una “persecuzione politica” da parte dell’attuale governo polacco guidato dal primo ministro Donald Tusk e dalla sua maggioranza parlamentare.
Nel novembre 2025, il Sejm (la Camera bassa del Parlamento polacco) aveva revocato l’immunità parlamentare di Ziobro, spianando la strada a possibili procedimenti giudiziari; poco dopo l’ex ministro si era trasferito in Ungheria.
La tesi di persecuzione politica e la reazione polacca
Ziobro ha definito l’indagine e le accuse in patria come una “vendetta politica” del governo di Tusk, che rappresenta la Coalizione Civica (KO) e altri schieramenti europeisti, e ha annunciato via social di opporsi a quella che ha chiamato una “dittatura strisciante”.
La mossa ha provocato reazioni aspre in Polonia: il primo ministro Tusk ha ironizzato sull’asilo concesso, definendo la scelta “logica” alla luce delle accuse e sottolineando il contesto politico del caso. Altri esponenti politici polacchi hanno criticato duramente Ziobro per aver cercato rifugio all’estero per evitare la giustizia del proprio Paese.
Perché la decisione è così controversa
Non è raro che individui chiedano protezione internazionale in regimi autoritari o in aree di guerra: tuttavia, tra Stati membri dell’Ue non esiste un meccanismo di asilo reciproco e la concessione di asilo politico da parte di un paese membro nei confronti di un cittadino di un altro Stato membro è considerata senza precedenti moderni. La decisione di Budapest è vista come un duro colpo alle relazioni bilaterali tra Polonia e Ungheria e come un potenziale precedente delicato per il diritto interno ed europeo.
Secondo i critici, l’Ungheria potrebbe aver accolto Ziobro anche per ragioni politiche, rafforzando le alleanze con forze nazional-conservatrici all’interno dell’Ue e ponendosi in contrapposizione alla linea pro-Bruxelles di molti altri governi europei.
Implicazioni per l’Ue e prossimi sviluppi
La controversia assume rilievo europeo perché mette in luce le tensioni crescenti all’interno dell’Unione su temi di stato di diritto, indipendenza giudiziaria e cooperazione tra Stati membri. La concessione di asilo politico potrebbe complicare i rapporti tra Varsavia e Budapest e sollevare interrogativi sulla coesione dell’Ue rispetto a standard democratici e giudiziari condivisi.
In Polonia, la giustizia deve ancora affrontare un’udienza prevista per il 15 gennaio relativa alla richiesta di arresto di Ziobro come parte del procedimento penale in corso, mentre la sua posizione rimane oggetto di attenzione internazionale.