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Putin e la Chiesa ortodossa russa uniti contro l’aborto

Natale ortodosso. Archivio
Natale ortodosso. Archivio Diritti d'autore  Copyright 2026 The Associated Press. All rights reserved
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Di Irina Sheludkova
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Per la prima volta la Chiesa ortodossa russa introduce una preghiera annuale contro l’aborto. L’iniziativa si inserisce nella strategia del Cremlino per contrastare il crollo demografico e rafforzare i valori tradizionali

Per la prima volta nella storia recente della Russia, la Chiesa ortodossa russa ha organizzato un servizio di preghiera dedicato alle donne che intendono abortire, con l’obiettivo dichiarato di “edificarle spiritualmente” e dissuaderle dall’interruzione di gravidanza.

L’iniziativa, promossa dalla diocesi di Mosca, prevede che la funzione venga celebrata ogni anno l’11 gennaio in tutte le chiese ortodosse del Paese.

Secondo quanto riportato dai media russi, il servizio religioso si è già svolto domenica in almeno 15 regioni, segnando un passaggio simbolico e politico rilevante nel crescente impegno della Chiesa contro l’aborto. Il testo liturgico, definito “per l’edificazione”, si inserisce in una più ampia campagna morale che vede l’istituzione religiosa sempre più allineata alle priorità del Cremlino.

Il crollo demografico e l’appello di Putin

L’iniziativa arriva in un momento di forte allarme demografico per la Russia. Nel suo discorso annuale di dicembre, il presidente Vladimir Putin ha invitato a “promuovere la paternità e l’infanzia” attraverso i media e la cultura popolare. “È necessario che questo diventi di moda”, ha affermato, sottolineando come il tasso di natalità russo sia sceso a circa 1,4 figli per donna, ben al di sotto della soglia di sostituzione demografica, che dovrebbe attestarsi almeno a 2,1.

Durante una successiva diretta televisiva, Putin ha esortato i giovani a non rimandare matrimonio e genitorialità, citando come esempio le tradizioni familiari del Caucaso e in particolare del leader ceceno Ramzan Kadyrov. “Si sposano e fanno sposare i loro figli in età relativamente precoce”, ha osservato.

Il presidente ha inoltre espresso una visione controversa sul ruolo delle donne, sostenendo che quelle impegnate nello studio e nella carriera arriverebbero ad avere “solo il primo figlio” intorno ai 30 anni e che, successivamente, “non avrebbero abbastanza energie” per un secondo.

Aborti, restrizioni e ruolo della Chiesa

Nel 2023 le autorità russe hanno interrotto la pubblicazione delle statistiche ufficiali sulla demografia, rendendo più opaco il quadro reale dell’andamento delle nascite. Parallelamente, la Chiesa ortodossa russa — che ha apertamente sostenuto la guerra contro l’Ucraina — chiede da tempo il divieto totale dell’aborto.

Negli ultimi anni, circa 800 cliniche private hanno rinunciato alle licenze per praticare aborti. Inoltre, 23 regioni russe hanno introdotto sanzioni per l’“induzione all’aborto”, mentre altre stanno valutando misure analoghe. In questo contesto, la nuova funzione religiosa rappresenta un ulteriore passo verso la restrizione di fatto del diritto all’interruzione volontaria di gravidanza, attraverso strumenti non solo legislativi ma anche morali e culturali.

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