Le nuove tecnologie e i conflitti possono portare a un'ondata di armi da fuoco illegali nell'Ue. La Commissione sostiene che questa nuova direttiva è stata elaborata al momento giusto per preparare il blocco a una possibile emergenza
Il possesso, la fabbricazione e il traffico di armi da fuoco illegali potrebbero presto comportare pene detentive da 2 a 8 anni in tutta l'Unione Europea, incluse quelle stampate in 3D, secondo una nuova proposta presentata giovedì dalla Commissione Europea.
La bozza di direttiva presentata dall'esecutivo Ue a Bruxelles prevede di armonizzare le modalità di definizione e punizione dei reati legati alle armi da fuoco nei 27 Stati membri, partendo dal presupposto che le divergenti norme nazionali hanno creato delle scappatoie che le reti criminali sfruttano operando oltre confine.
La creazione, l'acquisizione, il possesso o la diffusione di cianografie di armi da fuoco stampate in 3D comporterebbe una pena detentiva massima di almeno due anni, secondo la nuova proposta.
Il possesso di armi da fuoco illecite e delle loro componenti essenziali comporterebbe una pena detentiva di cinque ann, mentre i reati di traffico e fabbricazione sarebbero punibili con otto anni di carcere.
Quante armi da fuoco girano nell'Ue?
Secondo la Commissione, circa 620.000 armi da fuoco risultano attualmente rubate o irrintracciabili nel territorio Ue e probabilmente finite nelle reti della criminalità organizzata o del terrorismo.
Ogni anno, nei 27 Stati membri, circa 1300 persone muoiono in conseguenza di ferite da armi da fuoco.
La Commissione avverte che la minaccia è in rapida evoluzione, guidata in parte da sviluppi tecnologici come la stampa 3D e da flussi di armi legati a conflitti e instabilità oltre i confini dell'Ue.
Tali dinamiche, secondo la Commissione, richiedono una risposta più coordinata e lungimirante. Magnus Brunner, commissario per gli Affari interni e la Migrazione, ha dichiarato ai giornalisti che l'Ue deve prepararsi perché "ci sono molte guerre in corso".
"Dobbiamo prepararci a quello che succederà dopo con le armi, con le armi illegali", ha detto Brunner, citando l'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia e gli sforzi per porre fine alla guerra.
"Vediamo le prove delle guerre precedenti, come ad esempio la guerra in Jugoslavia di 30 anni fa, dove troviamo ancora armi quindi questo dimostra che è davvero un problema da affrontare", ha concluso il commissario Brunner.
L'inclusione delle cianografie di stampa 3D riflette la crescente preoccupazione dei funzionari della sicurezza per il fatto che i file digitali possono essere condivisi e riprodotti con relativa facilità, consentendo la produzione segreta di armi non rintracciabili.
Con la criminalizzazione della manipolazione illecita di tali cianografie, la Commissione spera di colmare quella che considera una lacuna nella legislazione esistente.
La vicepresidente esecutiva della Commissione, Henna Virkkunen, ha inoltre sottolineato che "una forte applicazione della legge sui servizi digitali è fondamentale per affrontare il problema delle armi illegali online".
"Stiamo procedendo a pieno ritmo su questo fronte. Proprio la scorsa settimana abbiamo anche avviato indagini formali su Shein e sui suoi sistemi per limitare la vendita di prodotti illegali", ha detto Virkunner che è anche commissaria per la Sovranità tecnologica, la sicurezza e la democrazia, aggiungendo che alcune armi come i tirapugni erano tra gli articoli illegali che l'esecutivo dell'Ue ha individuato sulla piattaforma cinese.
Oltre alle sanzioni, la direttiva mira a rafforzare la cooperazione operativa tra gli Stati membri. Ogni Paese dovrà istituire un punto focale nazionale per le armi da fuoco per coordinare le indagini, facilitare il rintracciamento e il sequestro delle armi trafficate e fungere da punto di contatto per la cooperazione a livello internazionale.
La Commissione propone anche nuove misure per migliorare la raccolta dei dati e l'analisi criminale. Gli Stati membri dovranno registrare una serie minima di dati sulle armi da fuoco sequestrate dalle forze dell'ordine, compresi i dettagli di base come il modello e il tipo, al fine di stimare meglio la portata del traffico illecito e identificare le tendenze, come l'ingresso di armi dismesse da zone di conflitto.
Inoltre, i governi dovranno compilare e condividere ogni cinque anni i dati statistici relativi alle indagini, ai procedimenti giudiziari, alle condanne e alle sanzioni relative ai reati con armi da fuoco. Secondo la Commissione, ciò fornirà un quadro più chiaro della minaccia a livello europeo e migliorerà il monitoraggio e la consapevolezza pubblica.
La proposta passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio per essere negoziata.