Le autorità hanno fortemente limitato l'accesso a internet rendendo complicate le comunicazioni all'interno del Paese e con l'estero. Lo stop alla rete è un metodo abituale del regime per agire indisturbato e reprimere le proteste, giunte al dodicesimo giorno
L'accesso a internet in Iran è stato bloccato giovedì, in risposta alle proteste contro le autorità del Paese giunte al dodicesimo giorno.
I siti di monitoraggio del traffico internet mostrano che il livello di accesso alla rete è sceso drasticamente. La disconnessione in Iran è uno dei metodi abituali del governo per limitare le comunicazioni e applicare la censura quando sono in corso proteste di difficile gestione.
Negli ultimi giorni, l'utilizzo di internet è diminuito del 20-45 per cento a seconda della zona e della fascia d'orario. La rete mobile è stata quella più colpita, con forti limitazioni che non hanno permesso ai cittadini di pubblicare online contenuti riguardanti le manifestazioni a Teheran e in altre parti del Paese.
Gli esperti ritengono a questa operazione una "nazionalizzazione di internet" durante la quale il regime può agire con la forza quasi indisturbato.
Per gli utenti interni diventa difficile o impossibile accedere a contenuti provenienti dall'estero. Anche gli stessi siti web con sede in Iran diventano inaccessibili al di fuori del Paese.
Gli iraniani aggirano le limitazioni grazie a Starlink e alle eSIM
Forti delle limitazioni a internet registrate in passato, molti utenti hanno escogitato utilizzano nuovi metodi per rimanere in contatto con la diaspora iraniana. La presenza di Starlink, la rete satellitare di Elon Musk, ha permesso l'accesso alla rete in molti edifici.
Anche le schede SIM virtuali, o eSIM, sebbene siano più costose di quelle tradizionali, sono un metodo usato dagli iraniani per aggirare il blocco.