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Iran, il capo dell'esercito minaccia: "Retorica contro di noi, pronti ad attacco preventivo"

Membri della forza paramilitare iraniana Basij marciano durante la parata delle forze a Teheran, il 10 gennaio 2025
Membri della forza paramilitare iraniana Basij marciano durante la parata delle forze a Teheran, il 10 gennaio 2025 Diritti d'autore  AP Photo
Diritti d'autore AP Photo
Di Malek Fouda
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il capo dell'esercito iraniano minaccia un attacco preventivo per via della "retorica contro Teheran". Nel mirino probabilmente le minacce avanzate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump

Il capo dell'esercito dell'Iran ha minacciato mercoledì un'azione militare preventiva a causa della "retorica" che ha preso di mira il Paese mediorientale. E in molti hanno immaginato che il riferimento sia alle minacce avanzate dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump la scorsa settimana, quando ha avvertito che se Teheran "uccide manifestanti pacifici", Washington "accorrerà in loro soccorso".

Trump ha minacciato l'Iran dopo la repressione delle manifestazioni

Le dichiarazioni del maggiore generale Amir Hatami giungono mentre Teheran sta cercando di rispondere a quella che considera una duplice minaccia rappresentata da Israele e dagli stessi Stati Uniti, nonché alle proteste scatenate dal peggioramento delle condizioni economiche che rappresentano una sfida diretta alla teocrazia.

Nel tentativo di allentare le tensioni, il governo iraniano ha iniziato a versare l'equivalente di 6 euro al mese per sovvenzionare l'aumento dei costi dei prodotti alimentari essenziali, come riso, carne e pasta.

I negozianti avvertono che i prezzi dei prodotti di base, come l'olio da cucina, probabilmente triplicheranno sotto la pressione del crollo del rial iraniano e della fine del tasso di cambio agevolato tra dollaro e rial per gli importatori e i produttori.

Il capo dell'esercito iraniano, maggiore generale Amir Hatami, parla agli studenti dell'accademia militare a Teheran, in Iran, mercoledì 7 gennaio 2026
Il capo dell'esercito iraniano, maggiore generale Amir Hatami, parla agli studenti dell'accademia militare a Teheran, in Iran, mercoledì 7 gennaio 2026 Masoud Nazari Mehrabi/AP

"Le proteste in Iran riflettono non solo il peggioramento delle condizioni economiche, ma anche la rabbia di lunga data per la repressione del governo e le politiche del regime che hanno portato all'isolamento globale dell'Iran", ha dichiarato il think tank Soufan Center con sede a New York.

Hatami assicura: "Forze armate iraniane più forti di prima della guerra"

Hatami, che ha assunto la carica di comandante in capo dell'esercito dopo che Israele ha ucciso diversi alti comandanti militari nel conflitto di dodici giorni dello scorso giugno, è il primo ufficiale militare regolare da decenni a ricoprire una posizione a lungo controllata dalla Guardia rivoluzionaria paramilitare iraniana.

"La Repubblica islamica considera l'intensificarsi di questa retorica contro la nazione iraniana come una minaccia e non lascerà che continui senza rispondere", ha dichiarato, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa statale Irna.

"Posso affermare con sicurezza che oggi la prontezza delle forze armate iraniane è di gran lunga superiore a quella di prima della guerra. Se il nemico commette un errore, dovrà affrontare una risposta più decisa. Noi taglieremo la mano a qualsiasi aggressore", ha aggiunto.

I funzionari iraniani, tra cui la Guida Suprema Ayatollah Ali Khamenei, hanno risposto alle parole di Trump, che hanno assunto un significato maggiore dopo il drammatico raid militare degli Stati Uniti che ha portato al sequestro del presidente venezuelano Nicolás Maduro, da tempo alleato di Teheran, nel fine settimana.

Inflazione alle stelle sui prodotti alimentari in Iran

Attivisti e gruppi per i diritti affermano che finora 36 persone sono state uccise negli scontri con le forze di sicurezza durante le manifestazioni, iniziate a dicembre, che si sono svolte nelle maggiori città del Paese, tra cui Teheran e Isfahan.

Negozi sono chiusi durante le proteste nel bazar principale di Teheran, il 6 gennaio 2026
Negozi sono chiusi durante le proteste nel bazar principale di Teheran, il 6 gennaio 2026 AP Photo

I rapporti sull'uso della forza da parte delle autorità per reprimere il dissenso e disperdere i cortei sono emersi per la prima volta la settimana scorsa, spingendo Trump a lanciare un monito a Teheran affinché smetta di uccidere i manifestanti pacifici, minacciando un intervento militare da parte di Washington.

Le proteste si innestano in un quadro economico difficile, con l'inflazione che continua a restare superiore al 40 per cento, trainata proprio dall'impennata dei prezzi dei generi alimentari, che secondo gli analisti supera il 72 per cento. I manifestanti affermano che non demorderanno finché non saranno risolti i loro problemi.

Risorse addizionali per questo articolo • AP

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