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Sciacallo dorato uccide 76 agnelli: la Germania valuta l’abbattimento del predatore protetto

Uno sciacallo dorato ha ucciso 76 agnelli a Sylt. Si può sparare? (immagine simbolica)
Uno sciacallo dorato ha ucciso 76 agnelli a Sylt. Si può sparare? (immagine simbolica) Diritti d'autore  Image by Orna from Pixabay
Diritti d'autore Image by Orna from Pixabay
Di Euronews
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Sull’isola tedesca di Sylt un raro sciacallo dorato ha sterminato decine di agnelli. Nonostante sia una specie protetta, le autorità dello Schleswig-Holstein ora considerano l’abbattimento per tutelare l’ambiente e la sicurezza delle dighe

Sull'isola tedesca di Sylt, un singolo esemplare di sciacallo dorato è finito al centro di una controversia che coinvolge allevatori, ambientalisti e autorità regionali. Secondo il ministero dell’Ambiente dello Schleswig-Holstein, l’animale avrebbe ucciso ben 76 agnelli in soli tre giorni lo scorso maggio, gettando scompiglio tra le comunità locali. Il predatore, identificato come un unico individuo grazie alle analisi genetiche dell’Istituto Senckenberg, si è reso protagonista di una vera e propria strage.

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Una specie protetta, ma per quanto?

Lo sciacallo dorato (Canis aureus) è una specie rigorosamente protetta sia dalle normative federali tedesche che da quelle europee. Non è classificato come cacciabile e ogni sua eventuale rimozione richiede un’autorizzazione speciale, rilasciabile solo in casi eccezionali. Tuttavia, in questo caso, le condizioni sembrano sussistere. A preoccupare le autorità non è solo il danno economico agli allevatori, ma anche la minaccia indiretta alla sicurezza delle dighe costiere, che dipendono proprio dal pascolo delle pecore per la manutenzione.

La posizione del ministro dell’Ambiente

Il ministro dell’Ambiente dello Schleswig-Holstein, Tobias Goldschmidt (Verdi), ha dichiarato di essere favorevole all’abbattimento, pur riconoscendo la delicatezza del caso. Secondo Goldschmidt, sono tre le ragioni principali che giustificherebbero l’eccezione: la protezione dell’allevamento ovino, fondamentale per la difesa costiera; il rischio per gli uccelli che nidificano a terra; e la necessità di evitare ulteriori danni ambientali. “La situazione sull’isola non è sostenibile”, ha affermato, spiegando che un’ordinanza generale per la rimozione è già in preparazione.

Nel maggio del 2025 uno sciacallo dorato ha ucciso 76 agnelli in due località
Nel maggio del 2025 uno sciacallo dorato ha ucciso 76 agnelli in due località Wolfsmanagement Schleswig-Holstein

Consultazione con le associazioni ambientaliste

L’iter per ottenere l’autorizzazione straordinaria prevede il coinvolgimento delle principali associazioni ambientaliste, che sono state informate martedì scorso. Hanno ora la possibilità di presentare osservazioni scritte prima che venga presa una decisione definitiva. Mercoledì la questione verrà discussa nella commissione parlamentare per l’ambiente e l’agricoltura dello Schleswig-Holstein, su richiesta della deputata dell’FDP Anne Riecke.

Minaccia alla sicurezza delle dighe

L’allevamento di pecore a Sylt non è soltanto una tradizione agricola, ma una componente chiave nella gestione delle dighe costiere. Gli ovini, infatti, mantengono l’erba bassa e compatta, contribuendo alla stabilità dei terrapieni contro l’erosione del vento e dell’acqua. La presenza di un predatore come lo sciacallo dorato potrebbe compromettere l’equilibrio di questo sistema, esponendo l’isola a rischi ambientali ben più gravi.

Gli sciacalli dorati sono presenti in Germania dal 1997. Finora sono stati avvistati otto volte a Sylt
Gli sciacalli dorati sono presenti in Germania dal 1997. Finora sono stati avvistati otto volte a Sylt Image by Petr Ganaj from Pixabay

Un animale in espansione

Lo sciacallo dorato è un canide di media taglia, simile a una volpe ma più robusto, con un peso compreso tra gli 8 e i 15 chili. In Germania è stato avvistato per la prima volta nel 1997 e la sua presenza è aumentata negli ultimi anni, con segnalazioni in Baden-Württemberg, Bassa Sassonia e, più recentemente, nello Schleswig-Holstein. Gli esperti ritengono che il cambiamento climatico stia contribuendo alla sua espansione verso nord, rendendo sempre più frequente l’incontro con habitat non tradizionali.

Al momento, lo sciacallo dorato non è stato catturato e si presume sia ancora sull’isola. Se continuerà ad attaccare il bestiame, l’abbattimento potrebbe diventare inevitabile. Resta da capire se una soluzione più conservativa, come la cattura e il trasferimento, sia tecnicamente e logisticamente fattibile. Il caso di Sylt riapre il dibattito sul bilanciamento tra tutela della fauna selvatica e sicurezza ambientale, in un’Europa che si confronta sempre più spesso con la ricolonizzazione da parte di predatori una volta scomparsi.

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