Il veto di Russia e Cina sulla risoluzione Usa per il cessate il fuoco a Gaza

Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, è in Medio Oriente per la sesta volta dall'inizio della nuova guerra tra Israele e Hamas
Il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, è in Medio Oriente per la sesta volta dall'inizio della nuova guerra tra Israele e Hamas Diritti d'autore Amr Nabil/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Amr Nabil/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Gabriele Barbati
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button

La bozza di risoluzione degli Stati Uniti al Consiglio di sicurezza aveva l'obiettivo di una pausa umanitaria a Gaza, del rilascio degli ostaggi e di una pace duratura tra Israele e Hamas. Cina e Russia hanno messo il veto, ha votato contro anche l'Algeria

PUBBLICITÀ

Russia e Cina hanno bloccato con il veto in Consiglio di Sicurezza Onu la risoluzione elaborata dagli Usa sulla tregua a Gaza che "determina l'imperativo di un cessate il fuoco immediato e prolungato per proteggere i civili di tutte le parti, consentire la consegna di assistenza umanitaria essenziale e alleviare la sofferenza umanitaria". Il testo ha ottenuto 11 voti a favore, 3 voti contrari (l'Algeria oltre al veto di Russia e Cina), e un astenuto, la Guyana.

La reazione Usa al veto di Russia e Cina

"Ci sono due ragioni profondamente ciniche dietro questo veto: primo Russia e Cina non vogliono condannare Hamas per gli attacchi del 7 ottobre. Inoltre semplicemente non vogliono vedere adottato un testo elaborato dagli Stati Uniti".

Lo ha detto l'ambasciatrice americana all'Onu Linda Thomas-Greenfield dopo il fallimento in Consiglio di Sicurezza della risoluzione Usa sulla tregua a Gaza. "Sappiamo benissimo che dietro tutta la retorica, Russia e Cina non fanno nulla di diplomatico per una pace duratura o per contribuire sinceramente agli sforzi umanitari", ha aggiunto.

Mosca: risoluzione Usa dà ok a offensiva su Rafah

"Supportare questo testo significa coprirsi di vergogna, non possiamo permettere al Consiglio di Sicurezza di essere uno strumento di Washington per le sue politiche in Medio Oriente. E il testo americano dà a Israele la luce verde per un attacco a Rafah". Cosi l'ambasciatore russo all'Onu, Vassily Nebenzia.

"Per sei mesi il Consiglio di Sicurezza è stato incapace di chiedere un cessate il fuoco a causa del ripetuto veto degli Usa, e ora dopo sei mesi con la Striscia praticamente spazzata via, gli Stati Uniti chiedono un cessate il fuoco".

La proposta degli Stati Uniti per il cessate il fuoco a Gaza

Gli Stati Uniti hanno presentato al Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite una risoluzione contenente la richiesta di un cessate il fuoco "immediato e durevole" a Gaza e di un accordo tra Israele e Hamas sugli ostaggi.

La bozza conteneva una sospensione delle ostilità di sei settimane, per consentire anche di portare assistenza umanitaria ai due milioni circa di palestinesi della Striscia, ed esprime sostegno alla mediazione in corso da parte di Stati Uniti, Egitto e Qatar per raggiungere una "pace duratura".

Usa e Ue chiedono un "cessate il fuoco" a Gaza dopo 5 mesi di guerra

In questi cinque mesi di guerra, gli Usa hanno sempre bloccato le risoluzioni che non condannavano gli attacchi lanciati da Hamas il 7 ottobre scorso e che includessero un cessate il fuoco immediato, in modo da assecondare la richiesta di Gerusalemme di avere mano libera nelle decisioni militari. 

Anche il Consiglio europeo, riunito da giovedì a Bruxelles, ha chiesto per la prima volta una pausa umanitaria immediata, dopo mesi di divisioni.

L'irrigidimento di Washington segue settimane di tensione tra il presidente Joe Biden e il primo ministro, Benjamin Netanyahu, che non ha allentato la presa su Gaza nonostante le quasi 32mila vittime e una popolazione ridotta quasi alla carestia secondo l'Onu. 

Usa: "Errore attaccare Rafah, serve accordo con Hamas" su Gaza

"Una vasta operazione militare a Rafah sarebbe un errore, non la sosteniamo e non è funzionale a un confronto con Hamas che invece è necessario" ha detto giovedì il segretario di stato, Antony Blinken, dall'Egitto dove è in visita dopo essere passato in Arabia Saudita.

Blinken ha anche espresso ottimismo sulla possibilità di raggiungere un accordo che porti alla liberazione di una quarantina di ostaggi in cambio di centinaia di palestinesi detenuti in Israele.

Le divergenza principale sembra essere sull'orizzonte temporale di un'intesa: Hamas punta alla fine della guerra, mentre Israele è disponibile a discutere solo pause temporanee.

"I ministri di Egitto, Arabia Saudita, Giordania, Qatar ed Emirati Arabi Uniti hanno chiesto congiuntamente l'apertura di tutti i valichi di frontiera tra Israele e Gazaper consentire la consegna di assistenza umanitaria", si legge in un comunicato congiunto dei ministri che si sono incontrati ieri con Blinken al Cairo.

Blinken va da Netanyahu in vista di colloqui Usa-Israele a Washington

Blinken è ora atteso in Israele e, secondo media locali, si vede venerdì con Netanyahu.

Sul campo attacchi israeliani a Rafah e Khan Younis hanno ucciso una decina di persone, mentre l'esercito ha annunciato che le sue operazioni all'interno dell'ospedale di Al-Shifa di Gaza City, attaccato lunedì, dureranno per "diversi giorni".

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Spagna, Irlanda, Malta e Slovenia pronte a riconoscere lo Stato di Palestina

Gaza, summit a Cipro per il corridoio marittimo umanitario: "Lavoriamo per aumentare la capacità"

Gaza: "La guerra continua" dice Netanyahu ai senatori Usa, Israele stima 28mila morti nella Striscia