Zelensky: "Poche armi, così la Russia si può riorganizzare"

Zelensky alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, in Germania
Zelensky alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, in Germania Diritti d'autore Matthias Schrader/Copyright 2024 The AP. All rights reserved
Di Andrea Barolini
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Parlando alla Conferenza sulla sicurezza di Monaco, il presidente dell'Ucraina Zelensky ha ribadito la richiesta di ottenere maggiori forniture di armi da Stati Uniti e alleati europei

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Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelensky ha avvertito gli alleati che un deficit di armi a disposizione del suo Paese rischia di concedere respiro alla Russia. Il leader ha sottolineato in questo senso la necessità di poter contare su artiglieria e armi a lunga gittata. Ciò dopo che l'esercito ha fatto sapere di aver avviato una ritirata dalla città di Avdiivka.

"Putin può essere sconfitto, ma servono armi"

Zelensky è intervenuto, sabato 17 febbraio, in occasione della Conferenza sulla sicurezza di Monaco: un incontro annuale in materia di difesa, conflitti e politica estera. L'Ucraina afferma di essere stata costretta a tornare su posizioni difensive di fronte alla Russia, proprio perché ostacolata dalle scarse forniture militari e dalla carenza di personale. "Gli ucraini hanno dimostrato che possiamo costringere la Russia a ritirarsi", ha aggiunto Zelensky. "Possiamo riprenderci la nostra terra e Putin può essere sconfitto: è già successo più di una volta sul campo di battaglia".

"Le nostre azioni sono limitate solo dalla nostra forza", ha aggiunto, indicando la situazione ad Avdiivka. Il comandante ucraino Oleksandr Syrskyi ha annunciato alle prime ore di sabato il ritiro dalla città, motivandolo proprio con una situazione di inferiorità numerica, dopo aver combattuto sul posto quattro mesi. L'obiettivo del passo indietro è di evitare un accerchiamento e salvare le vite dei soldati. "Cari amici - ha insistito Zelensky -, purtroppo mantenere l'Ucraina in una condizione di deficit di armi, in particolare di artiglieria e di capacità a lungo raggio, permette a Putin di adattarsi all'attuale situazione della guerra".

Pressing europeo sul Congresso statunitense

Parlando con funzionari europei e di altri Paesi, il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, gli ha fatto eco: "Abbiamo bisogno di molte, molte più munizioni", anche perché i droni "risolvono alcuni problemi, ma non sostituiscono l'artiglieria". Anche per questo Zelensky ha siglato accordi sulla sicurezza con Germania, Francia e Regno Unito. Ma gli alleati europei lanciano appelli agli Stati Uniti, affinché il Congresso approvi un pacchetto di misure che include 60 miliardi di dollari che andrebbero in gran parte alla produzione di missili, munizioni e altri equipaggiamenti militari da inviare in Ucraina. 

Non a caso, Zelensky ha invitato il presidente statunitense Joe Biden a recarsi in visita a Kiev. "Se verrà,sono pronto anche a recarmi con lui in prima linea", ha aggiunto. Non si sa se il leader americano accetterà l'invito, ma intanto la sua vice Kamala Harris ha di recente confermato il sostegno di Washington all'Ucraina. "La storia ce lo dimostra: se permettiamo a un aggressore come Putin di agire impunemente, anche altri potenziali aggressori si rafforzeranno. Dobbiamo essere irremovibili e non possiamo fare giochi politici", ha detto Harris.

Anche il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, durante la conferenza a Monaco ha affermato che il ritardo del Congresso ha comportato un calo del flusso di armi e munizioni statunitensi, con un impatto diretto sulla linea del fronte: "Ogni settimana di attesa significa che ci saranno più morti in Ucraina".

Similmente, il primo ministro estone Kaja Kallas, Paese che confina direttamente con la Russia, ha invitato gli Usa a non isolarsi. Mentre il cancelliere tedesco Olaf Scholz, secondo fornitore militare dell'Ucraina dopo gli Stati Uniti, ha rinnovato l'appello agli altri Paesi europei affinché si aumentino gli invii.

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