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Senegal, annunciata la data delle elezioni presidenziali: caos e proteste dopo il rinvio

La polizia senegalese respinge i sostenitori dell'opposizione con il gas lacrimogeno
La polizia senegalese respinge i sostenitori dell'opposizione con il gas lacrimogeno Diritti d'autore Stefan Kleinowitz/Copyright 2020 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Stefan Kleinowitz/Copyright 2020 The AP. All rights reserved.
Di Ilaria Cicinelli
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In Senegal è stata annunciata la data delle prossime elezioni presidenziali, si voterà il 15 dicembre. Opposizione furiosa, disordini e proteste a Dakar davanti alla sede del parlamento, il rinvio voluto dal presidente Sall viene definito "un colpo di Stato". Le autorità tagliano Internet

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Disordini e proteste in tutto il Senegal dopo che il parlamento ha votato lunedì per rinviare le elezioni presidenziali al 15 dicembre prossimo. 

La votazione è stata caotica e le forze di sicurezza hanno fatto irruzione nell'edificio allontanando con la forza i deputati dell'opposizione dalle camere mentre cercavano di bloccare il processo di voto sulla decisione del presidente Macky Sall. 

Proteste fuori dal parlamento a Dakar: manifestanti respinti con gas lacrimogeni

Le elezioni presidenziali erano inizialmente previste per il 25 febbraio. La nuova legge adottata estende il mandato di Sall, che sarebbe dovuto terminare il 2 aprile, fino a nuove elezioni.

Le forze di sicurezza hanno sparato gas lacrimogeni contro i manifestanti radunati fuori dall'edificio legislativo. Molti di questi sono stati arrestati mentre si riversavano per le strade della capitale, Dakar, bruciando pneumatici e criticando il leader del Paese.

Due partiti di opposizione hanno presentato una petizione in tribunale per contestare il rinvio delle elezioni.

Secondo gli analisti, la crisi in Senegal sta mettendo a dura prova una delle democrazie più stabili dell'Africa, in un momento in cui la regione è alle prese con un' ondata di colpi di stato.

Sall aveva dichiarato a luglio che non avrebbe cercato un terzo mandato. Alla base della decisione secondo il presidente ci sarebbe una disputa elettorale tra il parlamento e la magistratura riguardo alla squalifica di alcuni candidati ma i leader dell'opposizione e i candidati hanno respinto questa tesi, definendo le azioni di Sall un "colpo di stato".

L'Unione Africana ha esortato il governo a organizzare le elezioni "il prima possibile" e ha invitato tutte le parti coinvolte "a risolvere qualsiasi controversia politica attraverso la consultazione, la comprensione e il dialogo civile".

Tagliato Internet dai telefoni cellulari

Lunedì le autorità hanno ristretto l'accesso a Internet per i telefoni cellulari in seguito alle crescenti proteste dei sostenitori dell'opposizione contro il ritardo. Il ministero delle Comunicazioni, delle Telecomunicazioni e dell'Economia Digitale ha dichiarato che questo è avvenuto "a causa della diffusione di diversi messaggi odiosi e sovversivi trasmessi sui social network".

La rete televisiva privata Walf, il cui segnale è stato interrotto mentre trasmetteva le proteste di domenica, ha dichiarato che la sua licenza di trasmissione è stata revocata.

"L'improvvisa interruzione da parte del governo dell'accesso a Internet tramite dati mobili e delle trasmissioni di Walf Tv costituisce un palese attacco al diritto alla libertà di espressione e ai diritti di stampa tutelati dalla Costituzione del Senegal", ha dichiarato in un comunicato l'ufficio regionale di Amnesty International per l'Africa occidentale e centrale.

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