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Mar Rosso: gli Stati Uniti distruggono missili degli Houthi pronti a colpire le navi

portaerei USS Dwight D. Eisenhower
portaerei USS Dwight D. Eisenhower Diritti d'autore Information Technician Second Class Ruskin Naval/AP
Diritti d'autore Information Technician Second Class Ruskin Naval/AP
Di Euronews Agenzie:  AP
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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La Marina militare Usa ha fatto sapere di aver colpito una base degli Houthi dove missili anti-nave erano posizionati per essere lanciati contro le imbarcazioni che attraversano il Mar Rosso al largo dello Yemen

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I caccia della Marina militare statunitense hanno colpito per la sesta volta venerdì i siti dei ribelli Houthi sostenuti dall'Iran, abbattendo tre missili antinave nello Yemen che erano pronti a sparare. Lo hanno riferito le forze Usa statunitensi. I ribelli sciiti hanno confermato che alcuni territori nella città di Hodieda sono stati colpiti, mentre venerdì pomeriggio hanno fatto sapere che le navi di Cina e Russia, non direttamente collegate con Israele, sono libere di attraversare lo stretto di  Bab al-Mandeb.

Obiettivi Houthi colpiti per autodifesa

Gli attacchi sono stati effettuati da aerei F/A-18 al largo della portaerei USS Dwight D. Eisenhower. Si tratta del sesto colpo dalla scorsa settimana, quando per la prima volta statunitensi e britannici hanno colpito obiettivi degli Houthi. Il Comando centrale degli Stati Uniti ha fatto sapere che l'attacco è avvenuto intorno alle 18:45 ora locale a Sanaa, capitale dello Yemen, e che i missili erano puntati verso il Mar Rosso meridionale ed erano pronti al lancio. Gli Stati Uniti hanno stabilito che i missili rappresentavano una minaccia imminente per i mercantili e le navi della Marina statunitense nella regione e li hanno colpiti per autodifesa

Al-Masirah, un canale di notizie satellitare gestito dagli Houthi, ha detto che venerdì ci sono stati raid aerei nella città occidentale di Hodeida, che hanno preso di mira il quartiere di al-Jabaana, nella parte occidentale della città. 

Gli attacchi degli Houthi continuano nonostante le operazioni militari

Alla Casa Bianca, il portavoce del Consiglio di Sicurezza Nazionale John Kirby ha spiegato il perché dell'aumento delle missioni preventive. "Questa è la quarta azione preventiva che le forze armate statunitensi hanno intrapreso nell'ultima settimana contro i lanciatori di missili Houthi che erano pronti a lanciare attacchi, in questo caso missili antinave", ha dichiarato, aggiungendo che gli attacchi di autodifesa mirano a migliorare la sicurezza delle rotte di navigazione. Ma finora gli attacchi non hanno dissuaso gli Houthi dagli attacchi alle navi nel Mar Rosso meridionale o nel Golfo di Aden, che si sono verificati quasi quotidianamente.

Houthi nella lista dei terroristi

L'amministrazione Biden ha reinserito gli Houthi nella lista dei terroristi globali appositamente designati. Le sanzioni che accompagnano la designazione formale hanno lo scopo di separare i gruppi estremisti violenti dalle loro fonti di finanziamento, consentendo al contempo di continuare a fornire aiuti umanitari vitali agli yemeniti impoveriti. La Casa Bianca ha chiarito che anche gli attacchi di rappresaglia continueranno."Continuano ad avere capacità offensive e continuano a essere disposti a usarle", ha detto Kirby. "Abbiamo anche molte capacità di difesa a nostra disposizione e continuiamo a usarle".

L'allarme di Bankitalia per gli effetti della crisi sull'economia italiana

Nel primo bollettino mensile del 2024 la Banca d'Italia ha rivisito i dati sulla crescita 2024 a causa dei rischi dall'aggravarsi della crisi in Medio Oriente e nel Mar Rosso. La domanda, cresciuta negli ultimi mesi del 2023, potrebbe però essere frenata dalla chiusura di Suez legata alle tensioni nel Mar Rosso tra Houthi e Paesi occidentali. "Nella seconda metà di dicembre del 2023 i volumi in transito nello stretto risultavano inferiori di quasi il 40 per cento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente", scrive via Nazionale. "Se il rischio di attacchi alle navi mercantili rimanesse alto anche nei primi mesi del 2024, la necessità di seguire rotte alternative si tradurrebbe in un allungamento dei tempi di consegna per le merci importate via mare dall'Asia con conseguenti ripercussioni sulle catene di produzione e in un ulteriore aumento dei noli marittimi", si legge ancora nel bollettino.

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