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Norvegia, pronte le trivelle per esplorare un'area marina grande quasi quanto l'Italia

Nave da rifornimento presso il giacimento petrolifero Edvard Grieg, nel Mare del Nord
Nave da rifornimento presso il giacimento petrolifero Edvard Grieg, nel Mare del Nord Diritti d'autore Hakon Mosvold Larsen/AP
Diritti d'autore Hakon Mosvold Larsen/AP
Di Stefania De Michele
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il Parlamento norvegese ha approvato una legge sull'estrazione mineraria su larga scala dai fondali marini. La protesta degli ambientalisti. Gli scienziati: "Il danno darà potenzialmente devastante"

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In Norvegia il movimento ambientalista e diversi attivisti stranieri (Sustainable Oceans Alliance) si sono riuniti davanti al Parlamento per denunciare il rischio di disastro ambientale. 
L'Assemblea norvegese ha approvato una legge sull'estrazione mineraria su larga scala dai fondali marini. 

La Norvegia diventa così il primo Paese ad avere aperto a una pratica controversa che - secondo gli scienziati - potrebbe causare la devastazione dell'ecosistema marino.

Estrazione mineraria dai fondali marini

In Norvegia l'industria estrattiva si appresta ad esplorare ed eventualmente estrarre i metalli preziosi fondamentali per le tecnologie verdi in un'area di 280.000 km2,       grande quasi quanto l'Italia.

La zona individuata si trova nell'Artico, tra le Svalbard, la Groenlandia, l'Islanda e Jan Mayen. 

Il piano riguarda le acque norvegesi, ma quest'anno potrebbe essere raggiunto un accordo sull'estrazione in acque internazionali. L'unica cautela posta dal governo è quella della necessità di condurre ulteriori studi ambientali prima di rilasciare le licenze di trivellazione.

Cosa cercano le trivelle

Le trivelle in alto mare cercheranno in particolar modo **oro, argento, cobalto, nichel, rame zinco e manganese.**Cobalto, nichel, manganese e zinco servono per la produzione delle batterie elettriche. Il rame nei cavi viene utilizzato nei cavi mentre l'oro e l'argento sono materiali ampiamente richiesti anche per i circuiti elettronici.

La transizione verde della mobilità elettrica e non solo passa dunque anche dalla trivellazione dei mari. Ma i ricercatori mettono in guardia sul danno potenzialmente enorme. L'estrazione mineraria distrugge i fondali.

I danni all'ambiente

L'attività di trivellazione provocherà inoltre il rilascio a una superficie meno profonda di decine di migliaia di metri cubi di sedimenti, che romperanno gli equilibri degli ecosistemi marini. I residui e i materiali di scarto altereranno la composizione chimica dell’acqua e l'inquinamento acustico metterà ulteriormente in pericolo la fauna marina. Secondo i ricercatori, le conseguenze di una tale attività non sono state ancora completamente messe a fuoco e potrebbero risultare anche peggiori del previsto.

L’Autorità internazionale per i fondali marini (Isa) - istituita dalla Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare - si riunirà quest’anno per mettere a punto nuove regole per limitare l’impatto ambientale delle attività estrattive. Sembra meno probabile che l'ente arrivi a mettere un veto, visto che sino ad oggi l'Isa ha concesso vari mandati esplorativi in tutto il mondo.

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