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Francia, confessa l'omicida della compagna e dei 4 figli: "Ho sentito delle voci"

Gli esterni della casa di Meaux, nella regione Ile de France, dove è avvenuta la strage
Gli esterni della casa di Meaux, nella regione Ile de France, dove è avvenuta la strage Diritti d'autore Nicolas Garriga/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Nicolas Garriga/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Stefania De Michele
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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L'uomo ha detto alla polizia giudiziaria di Versailles di "aver sentito delle voci" che gli chiedevano di "fare del male"

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Ha confessato di aver ucciso la compagna e i quattro figli, Noé Bafania-Efete, 33 anni, già in cura per disturbi psicotici e depressivi. Il fatto di sangue si è consumato la vigilia di Natale a Meaux, nella regione Ile de France. 

L'uomo ha detto alla polizia giudiziaria di Versailles di "aver sentito delle voci" che gli chiedevano di "fare del male"

Il pubblico ministero ha chiesto che il padre di famiglia sia posto in custodia cautelare per "omicidio intenzionale di minori di 15 anni" e "omicidio intenzionale del coniuge". 
Il giudice istruttore del tribunale di Meaux ha formalmente incriminato Noé Bafania-Efete per i cinque omicidi.

Gli omicidi della compagna e dei figli

Secondo i risultati delle autopsie, effettuate mercoledì, la madre trentacinquenne e le figlie di dieci e sette anni sono state uccise con una decina di coltellate ciascuna.
"I colpi sono stato inferti con grande violenza" ha dichiarato in un comunicato il procuratore di Meaux, Jean-Baptiste Bladier. 

I bambini di quattro anni e nove mesi "sono morti per asfissia in seguito ad annegamento", ha aggiunto.

L'imputato ha confermato quanto emerso dall'esame autoptico. Il trentatreenne non ha saputo identificare una causa scatenante. Ha detto che, dopo la strage, "non provava nulla e si sentiva vuoto".

L'omicida aveva precedenti per violenza

L'uomo era già stato denunciato per violenza contro la compagna nel novembre del 2019 quando l'aveva pugnalata alla scapola a un mese e mezzo al parto. In quell'occasione la vittima aveva rifiutato di sporgere denuncia. Secondo il procuratore, "l'imputato ha indicato di aver preso i suoi farmaci quotidiani per i disturbi psicotici dal 2019, ma di non aver assunto le medicine il 24 dicembre".

Le autorità erano state allertate dai vicini, preoccupati perché la madre della famiglia non aveva dato notizie.

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