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Hong Kong, alla sbarra il tycoon Jimmy Lai per violazione della sicurezza nazionale

L'attivista Alexandra Wong tiene in mano una bandiera della Gran Bretagna davanti alla corte dove è previsto l'inizio del processo all'editore Jimmy Lai, a Hong Kong
L'attivista Alexandra Wong tiene in mano una bandiera della Gran Bretagna davanti alla corte dove è previsto l'inizio del processo all'editore Jimmy Lai, a Hong Kong Diritti d'autore Vernon Yuen/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Diritti d'autore Vernon Yuen/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Gabriele Barbati
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L'ex proprietario dell'Apple Daily e di altri media di Hong Kong critici verso la Cina, in carcere dal 2020, è imputato sulla base della legge sulla sicurezza nazionale voluta da Pechino

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È iniziato a Hong Kong il processo del magnate dei media Jimmy Lai.

Il 76enne, cittadino cinese e britannico, deve affrontare le accuse di violazione della sicurezza nazionale e di collusione con forze straniere, per avere appoggiato le manifestazioni pro-democrazia in città nel 2019.

Lai è uno degli oltre 250 attivisti, legislatori e manifestanti detenuti sulla base di una nuova legge sulla sicurezza introdotta nell'arcipelago per volontà del governo di Pechino.

È accusato anche di sedizione, a causa di una legge dell'era coloniale, per via di post pubblicati sui social media e degli articoli e delle interviste pubblicate sull'Apple Daily, il quotidiano da lui fondato e ora chiuso. 

Il giornale, in lingua cinese, aveva spesso criticato Pechino e sostenuto le proteste pro-democrazia di Hong Kong, dal Movimento degli ombrelli nel 2014 alle grandi manifestazioni contro la legge sull'estradizione del 2019.

#HongKong Processo di Jimmy Lai: finora l'unica protesta è avvenuta fuori dal tribunale. Nonna Wong stava cantando "Libera #JimmyLai , sostegno #AppleDaily " quando è stata portata via dai poliziotti. Sono dispiegati qui più di mille agenti

Già nel 2021, Lai ha subito una condanna a 13 mesi di reclusione per aver partecipato a una veglia per il massacro di Piazza Tiananmen. Quell'anno la polizia gli ha congelato 2,3 milioni di dollari di beni e ha arrestato sei impiegati del quotidiano prima della chiusura.

Il processo a Lai, rinviato di un anno, dovrebbe durare circa tre mesi. **Se condannato, il milionario in carcere dal 2020 potrebbe rimanerci a vita.**Gli Stati Uniti e il Regno Unito hanno chiesto il suo rilascio. 

"Sono molto preoccupato per l'accusa politicamente motivata nei confronti del cittadino britannico Jimmy Lai" ha dichiarato il ministro degli Esteri britannico, David Cameron.

In tribunale lunedì a Hong Kong erano presenti i familiari di Lai e Joseph Zen, il cardinale cattolico 92enne arrestato anch'egli per sedizione e ora libero su cauzione.

Il caso è tenuto sotto stretta osservazione dalla comunità internazionale per verificare la progressiva perdita d'indipendenza politica e giudiziaria subita da Hong Kong dopo il passaggio formale sotto la Cina ventisei anni fa.

Dopo essere stata una colonia britannica dal 1842, infatti, il territorio di Hong Kong è ritornato alla Repubblica popolare cinese a partire dal 1° luglio 1997. Secondo gli accordi le autorità di Pechino si sono impegnate a rispettarne alcuni assetti economici e sociali per un periodo di 50 anni, secondo il principio "un paese due sistemi".

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