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Tregua a Gaza, i palestinesi cercano viveri e provano a tornare nelle loro case

I civili palestinesi approfittano della tregua per cercare viveri, per provare a rientrare nelle loro case o per fuggire verso Sud
I civili palestinesi approfittano della tregua per cercare viveri, per provare a rientrare nelle loro case o per fuggire verso Sud Diritti d'autore MAHMUD HAMS/AFP or licensors
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Di Andrea Barolini
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La tregua ha spinto migliaia di palestinesi a cercare di tornare nelle loro case. Moltissime però sono state distrutte. Nella Striscia di Gaza più di 300 camion di aiuti, ma solo una piccola parte ha raggiunto la porzione settentrionale del territorio

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Per migliaia di palestinesi, la tregua, che oggi - domenica 26 novembre - entra nel suo terzo giorno, ha rappresentato da subito un'opportunità per tentare di "tornare a casa". Solamente il 30% della popolazione della Striscia di Gaza, infatti, è potuto rimanere nelle proprie abitazioni dall'inizio dell'offensiva aerea e di terra avviata dall'esercito israeliano a seguito degli attacchi di Hamas del 7 ottobre.

Distrutto circa il 50% delle abitazioni a Gaza

La maggior parte di coloro che sono fuggiti si è rifugiato in alloggi di fortuna nella porzione meridionale della Striscia, oppure nei pressi di ospedali o di scuole gestite dall'Onu. Ma molti, tra coloro che si sono avventurati tra le macerie di Gaza, non hanno più ritrovato le loro case: circa il 50% di quelle presenti sull'intero territorio è stato distrutto o danneggiato dalle bombe piovute dall'alto o dai colpi di artiglieria e dei carri armati. 

Per loro, per lo meno, c'è comunque la possibilità di tentare di recuperare qualche genere di prima necessità. C'è chi ha tentato di far riempire bombole di gas, chi ha raggiunto uno dei camion di aiuti umanitari che è stato possibile far entrare proprio grazie alla tregua. Secondo quanto riferito da Hamas, sono 340 i mezzi che hanno varcato i confini della Striscia da venerdì. Soltanto 65 hanno però raggiunto la porzione settentrionale del territorio, quella nella quale si è concentrata la maggior parte dei combattimenti. 

340 mezzi con aiuti umanitari giunti nella Striscia di Gaza

Si tratta di meno della metà di quanto pattuito tra il movimento di resistenza islamica e il governo di Tel Aviv, grazie alla mediazione congiunta di Qatar, Egitto e Stati Uniti, stando alle informazioni diffuse dal quotidiano Haaretz. Si prevede che il numero di aiuti possa in ogni caso aumentare, anche se si riuscirà a far fronte solamente ad una piccola parte delle necessità della popolazione. 

Anche l'Unione europea sta facendo la sua parte nel tentativo di concedere sollievo a civili nel territorio assediato.La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha annunciato infatti un aumento delle consegne di aiuti.

Scontri in Cisgiordania, uccisi sei palestinesi dall'esercito israeliano

Se nella Striscia la fragile tregua sta per ora reggendo, nonostante qualche tentennamento, in Cisgiordania la situazione resta ancora tesissima. Sei palestinesi sono stati uccisi dall'esercito israeliano nella giornata di sabato, dicui quattro a Jenin: a riferirlo è l'agenzia Afp, che cita fonti palestinesi. 

Tra le persone uccise anche un medico di 25 anni. Testimoni hanno riferito che l'esercito di Tel Aviv ha circondato l'ospedale pubblico di Jenin e la clinica Ibn Sina. I soldati hanno anche perquisito le ambulanze.

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