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Montana, la giudice dà ragione agli attivisti per l'ambiente in una causa contro lo Stato

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Image Diritti d'autore Thom Bridge/Thom Bridge/Independent Record
Diritti d'autore Thom Bridge/Thom Bridge/Independent Record
Di Michela Morsa
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Sedici giovani ambientalisti hanno accusato le agenzie statali di aver violato il loro diritto costituzionale a un ambiente pulito e salubre permettendo lo sviluppo incontrollato dei combustibili fossili. Primo processo del genere negli USA

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Lunedì una giudice del Montana si è schierata dalla parte di alcuni giovani attivisti ambientalisti che hanno portato a processo le agenzie statali, accusate di aver violato il loro diritto costituzionale a un ambiente pulito e salubre permettendo lo sviluppo di combustibili fossili senza considerarne gli effetti sul clima.

La sentenza, nel primo processo del genere negli Stati Uniti, si aggiunge a un piccolo ma crescente numero di decisioni legali che in varie parti del mondo hanno stabilito il dovere dei governi di proteggere i loro cittadini dal cambiamento climatico.

La giudice della Corte distrettuale della contea di Lewis and Clark, Kathy Seeley, ha ritenuto incostituzionale la politica utilizzata dallo Stato per valutare le richieste di permessi per i combustibili fossili, poiché non consente di valutare gli effetti delle emissioni di gas serra.

Gli avvocati dei 16 querelanti, membri del gruppo Our children's trust di età compresa tra i 5 e i 22 anni, hanno presentato durante le due settimane di processo di giugno le prove di come l'aumento delle emissioni di anidride carbonica stia provocando temperature più calde, maggiore siccità e incendi e una diminuzione del manto nevoso. 

Secondo gli esperti chiamati in causa, questi cambiamenti stanno danneggiando la salute fisica e mentale dei giovani.

**Una piccola grande vittoria **

Se la sentenza sarà confermata, potrebbe costituire un importante precedente legale, anche se gli esperti hanno dichiarato che i suoi impatti immediati saranno limitati. 

"Certo, si tratta di un tribunale statale e non federale e la sentenza si basa su una costituzione statale e non su quella degli Stati Uniti, ma si tratta comunque di una vittoria importante e innovativa per i querelanti per il clima", ha affermato il professore della Harvard law school Richard Lazarus.

Inoltre, spetta alla legislatura del Montana stabilire come rendere conformi le politiche statali. Ciò lascia poco margine cambiamenti immediati in uno Stato favorevole ai combustibili fossili, dove i repubblicani dominano il parlamento. Il Montana è un importante produttore di carbone bruciato per l'elettricità e possiede grandi riserve di petrolio e gas.

"La sentenza non fornisce nulla, se non un sostegno emotivo, alle molte cause che cercano di stabilire un diritto di fiducia pubblica, un diritto umano o un diritto costituzionale federale" a un ambiente sano, ha dichiarato James Huffman, preside emerito della Lewis & Clark law school di Portland.

I funzionari statali hanno cercato senza successo di far deragliare il caso e impedire che si arrivasse a processo attraverso numerose mozioni di archiviazione. 

Durante le udienze, la giudice ha respinto le argomentazioni degli avvocati statali, che a suo dire non hanno fornito una ragione convincente per trascurare le valutazioni delle emissioni di gas serra. Ha infatti bocciato la teoria secondo la quale le emissioni del Montana siano "insignificanti" e quindi trascurabili, affermando che sono una "fattore sostanziale" nel cambiamento climatico. 

"Ogni tonnellata in più di emissioni di gas serra aggrava i danni subiti dai querelanti e rischia di provocare danni climatici irreversibili", ha scritto la giudice Seeley.

Emily Flower, portavoce del procuratore generale del Montana Austin Knudsen, ha definito la sentenza "assurda" e ha detto che l'ufficio farà ricorso. Ha criticato Seeley per aver permesso ai querelanti di mettere in scena quella che Flower ha definito una "trovata pubblicitaria finanziata dai contribuenti".

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