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Scade l'ultimatum dell'Ecowas: golpisti nigerini temono intervento militare e chiudono spazio aereo

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Image Diritti d'autore Sam Mednick/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Diritti d'autore Sam Mednick/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Di Michela Morsa
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La Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale ha minacciato l'uso della forza, ma non sarebbe pronta a un'azione militare. I leader del putsch godono dell'appoggio di Mali, Burkina Faso e parte della popolazione. Presumibilmente anche del gruppo Wagner

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È scaduto alla mezzanotte di domenica l'ultimatum emesso dall'Ecowas nei confronti dei golpisti in Niger. La Comunità economica degli Stati dell'Africa occidentale aveva minacciato di intervenire militarmente se alla scadenza dei sette giorni non fosse stato ripristinato l'ordine costituzionale, ma secondo fonti interne contattate dal Wall Street Journal il blocco non è ancora pronto e deciso a dispiegare un'azione militare, nonostante i generali abbiano già riferito di aver preparato un piano d'attacco solido. 

Il confilitto potrebbe essere su larga scala. Se l'Ecowas infatti gode dell'appoggio della Francia e degli Stati Uniti, che hanno truppe di stanza in Niger, i golpisti hanno ottenuto il sostegno inequivocabile dei vicini Mali e Burkina Faso e, presumibilmente, del gruppo di mercenari russo Wagner. 

Intanto il "Consiglio nazionale per la salvaguardia del Paese" ha chiuso lo spazio aereo nazionale, adducendo la minaccia di un intervento militare da parte dell'Ecowas. "Qualsiasi tentativo di violare lo spazio aereo nazionale sarà affrontato con una risposta vigorosa e immediata", ha dichiarato il rappresentante dei golpisti in televisione. Ci sarebbe già stato un pre-dispiegamento di forze in due Paesi dell'Africa centrale in preparazione di un intervento, ha aggiunto, ma non ha fornito dettagli. 

Domenica la giunta ha anche lanciato un "vibrante appello" ai cittadini nigerini affinché si preparino a difendere il Paese. Nella mattinata migliaia di sostenitori del golpe si sono riuniti nello stadio della capitale Niamey, esprimendo il loro malcontento per i possibili piani di intervento militare straniero e per le politiche occidentali in generale. I manifestanti avrebbero decapitato un gallo dipinto con i colori della bandiera francese.

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