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Reggio Calabria, 800 migranti sbarcati. 2000 persone nell'hotspot di Lampedusa

Migranti sbarcano a Reggio Calabria
Migranti sbarcano a Reggio Calabria Diritti d'autore Photo
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Di Ilaria Cicinelli
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Sbarcati gli 800 migranti arrivati giovedì mattina a Reggio Calabria, tra cui i genitori del bimbo morto in mare a largo delle coste di Lampedusa. Sempre nell'isola la Guardia Costiera ha soccorso altre 5 barche nella notte. Ora sono quasi 2000 le persone accolte nell'hotspot

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Sono scese a Reggio Calabria le 800 persone trasportate dalla nave Dattilo della Guardia Costiera da Lampedusa. Di questi almeno 50 sono stati soccorsi durante il tragitto, tra cui la madre del bambino trovato morto al largo della costa di Lampedusa, dopo il naufragio di un' imbarcazione di fortuna.
L'età del bambino rimane incerta anche se le autorità hanno stimato che avesse tra i 4 e i 6 anni. Sembrerebbe avere origini sub sahariane, si pensa che venisse dalla Nigeria. 
Dei migranti 550 resteranno al centro di prima accoglienza, allestito in una scuola nella città calabrese. Altri 250 si rimetteranno invece in viaggio diretti verso Messina. 

VINCENZO PINTO/AFP or licensors
Migranti in fila a Lampedusa per il trasferimentoVINCENZO PINTO/AFP or licensors

A Lampedusa le operazioni di soccorso sono continuate anche nella notte di venerdì 14 luglio, quando altre sette imbarcazioni sono state messe al riparo dalle onde. Solo una di queste aveva un motore a bordo.
La Polizia della Squadra mobile è al lavoro per determinare se i motori siano stati persi durante il viaggio, o se invece siano stati rubati dagli equipaggi dei pescherecci che già in passato hanno affiancato le barche dei profughi per smontare i propulsori, lasciando i migranti alla deriva. 

Durante l'intera giornata sono state 15 le imbarcazioni soccorse, per un totale di 653 persone arrivate sull'isola siciliana in un solo giorno. 

La notte calda di Lampedusa, hotspot vicino al collasso

Altre 17 persone dal Sudan e dall'Etiopia sono state bloccate a Lampedusa, sul lungomare Luigi Rizzo, alle 3 di questa notte dalle Forze dell'Ordine dopo aver raccontato di essere partiti dalla Libia. Secondo i militari dell'Arma dei Carabinieri questo racconto sembrerebbe inverosimile e si pensa che siano invece partiti dalla Tunisia come gli altri gruppi approdati durante la notte
I nuovi arrivati sono stati portati nell'hotspot di contrada Imbriacola che al momento conta quasi 2mila persone, per la precisione 1979. 

Nel tentativo di risolvere la situazione di sovraffollamento la Prefettura di Agrigento, in accordo con il Viminale, ha disposto il trasferimento di quasi 500 persone a Porto Empedocle e di altre 180 che arriveranno a Bologna in aereo. Proprio in Emilia è previsto l'arrivo di 4mila persone nei prossimi mesi, di cui il 18% a Bologna. 
Per riuscire ad accoglierle il Prefetto di Bologna, Attilio Visconti, ha proposto di aprire ai migranti l'ex caserma Gamberini di Ozzano, alle porte della città, che potrebbe comunque ospitarne appena una quarantina.
Visconti ha riferito anche che entro la prossima settimana verranno installate nuove strutture prefabbricate nel centro di accoglienza già attivo nel capoluogo emiliano a via Mattei, in cui sono già presenti 600 persone anche se potrebbe ospitarne la metà. Molti ospiti al momento passano le notti all'aperto perché nella tendopoli è impossibile respirare a causa del caldo.

I morti nel Mediterraneo: i bambini sono un quinto delle vittime

Sono innumerevoli le persone che muoiono a causa dei naufragi delle imbarcazioni precarie nel Mediterraneo. Non i tutti i casi si riesce a registrare con precisione il numero dei morti e dei dispersi; un numero che è probabilmente molto più alto di quelli forniti dalle statistiche. 
In particolar modo a colpire è il dato sulla mortalità infantile. L'Unicef stima, infatti, che 11.600 bambini siano morti durante la traversata, 428 bambini a settimana in media, di cui 289 solo nell'arco di quest'anno (11 a settimana). Rappresentano circa un quinto del totale dei morti.

Proprio questa mattina la Direttrice generale dell'Unicef, Catherine Russell si è espressa in merito: "Questo è un chiaro segnale che bisogna fare di più per creare percorsi sicuri e legali per l'accesso dei bambini al diritto d'asilo."

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