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Bruxelles salva le esportazioni ucraine. Intesa con 5 Paesi dell'Est

La Commissione europea raggiunge l'intesa per sbloccare lo stop alle importazioni di prodotti ucraini da Ungheria, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania
La Commissione europea raggiunge l'intesa per sbloccare lo stop alle importazioni di prodotti ucraini da Ungheria, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Romania Diritti d'autore AP Photo/Vadim Ghirda, File
Diritti d'autore AP Photo/Vadim Ghirda, File
Di Gianluca Martucci
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La Commissione europea annuncia "misure di salvaguardia eccezionali" che costringono Ungheria, Polonia, Bulgaria, Slovacchia e Romania a garantire il transito di prodotti ucraini

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I "corridoi della solidarietà" sono salvi. La Commissione europa ha raggiunto l'accordo politico con Ungheria, Polonia, Slovacchia e Bulgaria per convincere i loro governi a fare marcia indietro sullo stop alle importazioni dei cereali ucraini che hanno fatto infuriare i produttori locali dopo il crollo dei prezzi dovuto alla sovrabbondanza di merce.

Direttamente coinvolti dall'afflusso massiccio di prodotti agricoli e impreparati sul piano logistico a esportare le enormi quantità di prodotti accumulati sul territorio nazionale, i governi di questi Paesi fronteggiano da settimane la rabbia degli agricoltori locali costretti a svendere la merce per tener testa all'enorme offerta del più conveninente grano ucraino. Solo la Romania non ha annunciato misure unilaterali.

Le settimane di trattative sembrano, almeno in teoria, aver calmato le acque. Bruxelles, che aveva definito "inaccettabili" le mosse delle quattro capitali, ha annunciato provvedimenti eccezionali per i prodotti più sensibili: grano, mais, colza e semi di girasole, promettendo di estendere le indagini e di valutare iniziative simili anche per altri prodotti. Oltre al sostegno finanziario di 100 milioni di euro non sono noti altri dettagli, ma l'intesa di fondo è chiara: le importazioni di questi prodotti nei cinque Paesi potranno essere bloccate, ma non per favorirne il transito in altri Paesi dell'Ue o in Paesi terzi.

L'accordo secondo la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen "preserva la capacità di esportazione dell'Ucraina, in modo da continuare a nutrire il mondo, e garantisce mezzi di sussistenza agli agricoltori europei".

A maggio 2022 l'esecutivo europeo aveva annunciato con entusiasmo la proposta dei "corridoi della solidarietà" che ha sospeso per un anno i dazi doganali sui prodotti ucraini importati nell'Unione europea. Il successo dell'iniziativa è stato messa a dura prova dagli effetti collateriali registrati nei mercati nazionali, minando uno dei pilastri della solidarietà dell'Europa all'Ucraina in guerra.  La proroga della sospensione dei dazi è oggetto di discussione da parte del Parlamento europeo e del Consiglio Ue, che non possono restare sordi agli appelli degli agricoltori dell'Est Europa.

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