Georgia, sostenitori dell'opposizione chiedono le riforme e il rilascio dei prigionieri politici

Demonstrators shout slogans during a rally organized by Georgian opposition parties in support of the country's membership in the European Union.
Demonstrators shout slogans during a rally organized by Georgian opposition parties in support of the country's membership in the European Union. Diritti d'autore Shakh Aivazov/Copyright 2023 The AP. All rights reserved
Di Redazione italiana
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Su invito del principale gruppo di opposizione, il Movimento nazionale unito, fondato dall'ex presidente Mikheil Saakashvili, i manifestanti hanno sventolato bandiere georgiane, ucraine e dell'Unione europea

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In Georgia, migliaia di sostenitori dell'opposizione si sono riuniti fuori dal Parlamento a Tbilisi, tra crescenti critiche al governo per i suoi modi autoritari filo-russi.

Su invito del principale gruppo di opposizione, il Movimento nazionale unito (Unm), fondato dall'ex presidente Mikheil Saakashvili, i manifestanti hanno sventolato bandiere georgiane, ucraine e dell'Unione europea, dietro un grande striscione con la scritta "Per un futuro europeo".

Hanno cantato "Lunga vita a Misha", riferendosi al soprannome di Saakashvili, che sta scontando una pena detentiva di sei anni per "abuso di potere", e la cui salute è peggiorata negli ultimi mesi.

I manifestanti chiedono il "rilascio dei prigionieri politici e l'attuazione delle riforme" richieste dall'Unione europea per concedere lo status di candidato a Tbilisi, ha affermato il presidente dell'Unm, Levan Khabeishvili.

Il governo del partito al potere (Georgian Dream) è stato accusato di aver imprigionato gli oppositori, messo a tacere i media indipendenti, collaborato segretamente con il Cremlino e cercato di allontanare il Paese dall'Ue.

"Il governo è controllato da Mosca e il nostro obbligo è salvare la nostra patria dai tirapiedi russi - ha detto l'ex presidente, Giorgi Margvelashvili - siamo amanti della libertà, facciamo parte della famiglia europea, rifiutiamo la schiavitù russa".

"La nostra lotta sarà pacifica ma senza compromessi e ci condurrà al luogo a cui apparteniamo, l'Unione europea", ha detto ad Afp il pittore 27enne Luka Kavsadze.

Sotto la pressione delle proteste di massa, il governo il mese scorso ha ritirato un disegno di legge ispirato al modello russo per classificare come "agenti stranieri" le Ong e i media che ricevono più del 20% dei loro finanziamenti dall'estero.

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