In salvo i 440 migranti della Geo Barents. Sul corpo i segni di tortura. Msf: "Sono distrutti"

Migranti in mare
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In salvo i 440 migranti della Geo Barents. Sul corpo i segni di tortura. Msf: "Sono distrutti". Lo sbarco questa mattina a Brindisi

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Sono 339 i migranti sbarcati a Brindisi dalla nave Geo Barents di Medici senza frontiere. La nave aveva salvato pochi giorni fa nel Mar Mediterraneo 440 migranti, cento dei quali erano già stati trasferiti su un mezzo della Guardia costiera italiana al largo della Sicilia. Un altro migrante era stato evacuato con in elicottero a causa delle precarie condizioni di salute.

Lo sbarco in Puglia è iniziato nelle prime ore del mattino. I migranti provengono da Siria, Pakistan, Bangladesh, Egitto, Somalia e Sri Lanka. Tra loro ci sono 24 minori non accompagnati.

Dopo un primo controllo sanitario i naufraghi vengono sottoposti a terra alle procedure di identificazione e a controlli medici più approfonditi. 

In fuga dalla guerra

Una famiglia siriana sbarcata questa mattina ha raccontato di aver già tentato altre quattro volte di scappare dal paese in guerra per raggiungere l'Europa attraverso la Libia, ma era stata sempre intercettata in mare e rinchiusa nei centri di detenzione libici. Qui gli adulti avrebbero subito torture, testimoniate anche dai segni sui loro corpi, mentre i bambini sono stati sottoposti a violenza psicologica.

Un racconto terribile, riferito da Sebastien Ponsford, responsabile Affari umanitari di Medici senza frontiere. I rappresentati dell'organizzazione umanitaria hanno fatto riferimento anche ad alcune donne che viaggiavano sole, ridotte in schiavitù, subendo anche abusi sessuali in Libia.

"Sappiamo che ci sono state torture con bruciature ed elettroshock - hanno riferito - Per cinque giorni i migranti non avevano nulla da mangiare, solo qualche bustina di datteri".

"Dopo il salvataggio in mare - ha aggiunto Msf - abbiamo fatto un'evacuazione medica di una persona che se fosse rimasta a bordo avrebbe rischiato di morire. Quando è stata soccorsa era priva di sensi. Le persone viaggiavano in una condizione davvero precaria".

Il sogno della pizza

Uno dei bimbi sbarcati questa mattina dalla Geo Barents a Brindisi, riferisce l'agenzia Ansa, ha chiesto con insistenza agli operatori umanitari se avrebbe mangiato la pizza. "Mangerò la pizza? Ditemi che in Italia mangerò pizza tutti i giorni", ha ripetuto più volte il bimbo in inglese. Prima del recupero i migranti sono rimasti quattro giorno in mare, gli ultimi due senza cibo né acqua.

Fulvia Conte, responsabile dei soccorsi di Medici senza frontiere, spiega che è "stato un soccorso molto complesso in acque internazionali, durato oltre 12 ore. Il barcone stava navigando in mezzo alla tempesta da giorni. La prima notte non è stato possibile intervenire perché c'erano onde di quattro metri e mezzo e vento di quaranta nodi". "Tra l'altro - aggiunge - si è rotto anche un gommone, abbiamo dovuto procedere solo con uno. E' stato molto complicato ma per fortuna siamo riusciti a mettere in salvo tutte le persone che erano a bordo in quel momento". "Ora - conclude - i migranti sono distrutti".

L'accoglienza

"Siamo pronti ad assicurare la migliore accoglienza", ha detto la prefetta di Brindisi Michela La Iacona, incontrando i giornalisti al porto. I 24 minori non accompagnati resteranno nella città pugliese. Gli adulti raggiungeranno diversi centri già individuati dal ministero dell'Interno tra Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna.

"D'intesa con il questore - ha aggiunto la prefetta - le operazioni di polizia andranno avanti senza soluzione di continuità, anche fino a sera tardi. La questura ha aumentato le postazioni del fotosegnalamento per l'identificazione per accelerare al massimo queste operazioni e fare in modo che i migranti raggiungano le destinazioni dei centri di accoglienza il prima possibile".

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