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Aumentano le armi nucleari nel mondo. In testa alla classifica Russia e Cina

Kim Jong-un, leader della Corea del Nord
Kim Jong-un, leader della Corea del Nord Diritti d'autore 朝鮮通信社/AP
Diritti d'autore 朝鮮通信社/AP
Di Debora Gandini
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Secondo il documento Nuclear Weapons Ban Monitor, all'inizio del 2023, le nove potenze nucleari ufficiali e non ufficiali detenevano 9.576 testate nucleari pronte all'uso

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L'arsenale globale di armi nucleari è aumentato nel 2022. In testa ci sono Russia e Cina. La notizia arriva dal rapporto pubblicato da una ong norvegese, secondo il quale il numero di testate operative nel mondo è in forte crescita.

Secondo il documento Nuclear Weapons Ban Monitor, pubblicato dall'organizzazione norvegese Norsk Folkehjelp, all'inizio del 2023, le nove potenze nucleari ufficiali e non ufficiali detenevano 9.576 testate nucleari pronte all'uso, equivalenti a oltre “135.000 bombe di Hiroshima".

Tra le otto potenze ci sono anche Stati Uniti, Regno Unito, Francia, India, Pakistan e Corea del Nord, mentre Israele possiede armi nucleari non ufficiali. L'anno scorso l'aggiunta di 136 testate allo stock nucleare mondiale è stata attribuita alla Russia, che possiede il più grande arsenale al mondo (5.889 testate operative), oltre che a Cina, India, Corea del Nord e Pakistan. “Questo aumento è preoccupante e continua una tendenza iniziata nel 2017”, ha commentato un funzionario del rapporto, Grethe Lauglo Stern.

Lo stock totale di armi atomiche, che comprende anche le armi ritirate, continua a diminuire. Il numero di armi nucleari è sceso da 12.705 a 12.512 in un anno, a causa della demolizione di vecchie testate in Russia e negli Stati Uniti. Se l'introduzione di nuove testate non si arresterà, “anche il numero totale di armi nucleari nel mondo tornerà presto ad aumentare per la prima volta dalla Guerra Fredda”, ha avvertito Lauglo Stern.

L’uscita della Russia dal Putin esce dal trattato New Start

Dopo la sospensione del trattato New Start, un alto diplomatico russo ha dichiarato che Mosca ha sospeso anche la condivisione di informazioni con gli Stati Uniti sulle sue testate e sui test missilistici.

A fine febbraio, una frase che ha gelato le cancellerie e rinnovato i timori della minaccia nucleare: l'annuncio del presidente russo Vladimir Putin durante il discorso sullo stato della Nazione di uscire dall'unico trattato anti proliferazione per le armi strategiche ancora in vigore tra Russia e Stati Uniti. Decisione presa per evitare le ispezioni mentre Washington vuole infliggere una sconfitta a Mosca, ha detto Putin, ha scatenato reazioni preoccupate al di là della vecchia cortina di ferro che ora sembra tornare.

"Vogliono infliggerci una sconfitta strategica e cercare di raggiungere i nostri impianti nucleari. A questo proposito, sono costretto ad annunciare oggi che la Russia sospende la sua partecipazione al Trattato sulle armi offensive strategiche. Ripeto, non ci ritiriamo dal il patto, no, sospendiamo la nostra partecipazione", ha detto Putin. Poi Mosca ha precisato che potrebbe tornare indietro se Washington collabora e che, comunque, rispetterà il tetto numerico sulle armi.

Il segretario generale della Nato ha pregato Mosca di tornare sui suoi passi, esprimendo il suo rammarico per la decisione della Russia di sospendere la partecipazione al New Start e soprattutto ha denunciato che nessuna iniziativa diplomatica per un cessate il fuoco si profili all'orizzonte: "Un anno da quando ha lanciato l'invasione russa, non vediamo alcun segno che il presidente Putin si stia preparando per la pace - ha detto Jens Stoltenberg - Al contrario. Come ha chiarito oggi, si sta preparando per altra guerra. La Russia sta lanciando nuove offensive, mobilitando più truppe e guarda verso la Corea del Nord e l'Iran".

Per il Segretario di Stato americano Antony Blinken l'annuncio della Russia è "veramente infelice e molto irresponsabile". 

La minaccia della Corea del Nord

Il regime di Pyongyang ha annunciato di aver testato per la prima volta un drone sottomarino con capacità nucleare in grado di generare giganteschi tsunami anche radioattivi.

Il drone in questione si chiama Haeil, una parola coreana che significa maremoto o tsunami. Intanto il quotidiano ufficiale del Comitato centrale del Partito del Lavoro di Corea ha pubblicato una foto del “leader supremo Kim Jong-un che sorride accanto a un grande oggetto a forma di siluro in una struttura interna non specificata, ma senza ulteriori spiegazioni.

Il test da parte della Corea del Nord è arrivato mentre gli Stati Uniti avrebbero pianificato di schierare gruppi di attacco di portaerei e altre risorse avanzate nelle acque al largo della penisola coreana.

Stando all’agenzia di stampa centrale coreana ufficiale di Pyongyang questa nuova arma può essere dispiegata dalla costa o trainata da navi di superficie. Sarebbe costruita per “infiltrarsi anche furtivamente in acque operative e creare uno tsunami radioattivo su vasta scala attraverso un’esplosione sottomarina in modo da distruggere i gruppi di attacco navale e i principali porti operativi del nemico.”

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