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Guerra Medio Oriente: Ue, Germania e Regno Unito dicono no a Trump su difesa dello Stretto di Hormuz

Una nave degli Emirati arabi uniti pattuglia lo Stretto di Hormuz: lunedì diversi stati europei hanno declinato la richiesta degli Usa di contribuire alla difesa dello Stretto
Una nave degli Emirati arabi uniti pattuglia lo Stretto di Hormuz: lunedì diversi stati europei hanno declinato la richiesta degli Usa di contribuire alla difesa dello Stretto Diritti d'autore  AP Photo/Altaf Qadri
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Di Euronews
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Il presidente ha minacciato la Nato ipotizzando "un futuro molto negativo" se l'Alleanza atlantica non dovesse aiutare gli Stati Uniti e Israele nello Stretto di Hormuz. L'Iran ha colpito varie navi mercantili nello sblocco del Golfo Persico, minacciando di non far uscire petrolio dalla regione

Se la Nato non contribuirà a difendere lo Stretto di Hormuz, potrebbe delinearsi un futuro "molto negativo", ha detto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, minacciando l'Alleanza atlantica di ripercussioni in caso non intervenga nello Stretto, da cui passa circa un quinto del petrolio mondiale e attualmente bloccato dagli attacchi iraniani alle navi mercantili in transito.

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La risposta (negativa) è arrivata prima dei leader di Germania e Regno Unito e poi, dopo il consiglio Affari Esteri di lunedì, da Kaja Kallas che ha sottolineato come l'Ue non modificherà la natura delle missioni navali in corso nella regione, Atalanta e Aspides.

Il blocco dello Stretto ha generato incertezza e volatilità nei mercati portando il prezzo del petrolio a superare i cento dollari a barile la scorsa settimana. Il presidente Usa ha intimato anche un intervento della Cina, sottolineando che ottiene il 90 per cento circa del suo petrolio da Hormuz. Pechino ha fornito una replica piuttosto generica.

Segui gli aggiornamenti sulla guerra in Medio Oriente in diretta.

Diretta conclusa

Italia e altri quattro Paesi chiedono fine guerra in Libano

"Siamo profondamente preoccupati per l'escalation di violenza in Libano e chiediamo un impegno concreto da parte dei rappresentanti israeliani e libanesi per negoziare una soluzione politica sostenibile", si legge in una nota congiunta dei leader di Italia, Francia, Germania, Regno Unito e Canada diffusa oggi.

"Sosteniamo con forza le iniziative volte a facilitare i colloqui e sollecitiamo un'immediata de-escalation" si legge ancora nel testo che condanna gli attacchi di Hezbollah contro Israele e le possibili conseguenze umanitarie di un'avanzata di terra dell'esercito israeliano. I cinque Paesi condannano anche la morte di civili e gli sfollamenti di massa avvenuti finora (circa 1milioni di profughi interni).

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Meloni: "Intervenire sarebbe un passo in avanti nel coinvolgimento" nella guerra

"Quello che noi possiamo fare adesso è rafforzare Aspides, la missione nel Mar Rosso", mentre un intervento con navi militari nello Stretto di Hormuz "chiaramente è più impegnativo perché vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento" nel conflitto con l'Iran. Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervistata a "Quarta Repubblica" su Retequattro. "Da una parte per noi è fondamentale, ovviamente, la libertà di navigazione che è oggetto anche oggi di uno statement che è stato fatto con i nostri partner, ma intervenire insomma, significa oggettivamente fare un passo in avanti nel coinvolgimento", ha ribadito la premier. Oggi i ministri degli Esteri Ue hanno però bocciato l'idea di estendere il mandato della missione alla difesa dello Stretto di Hormuz

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Iraq, colpo nelle vicinanze dell'hotel Al-Rasheed a Baghdad

È scoppiato un incendio nei pressi di un hotel nella capitale irachena, Baghdad, causato dall'esplosione di un drone. L'incidente è avvenuto nei pressi dell'Hotel Al-Rasheed, e ha provocato danni materiali alla zona, secondo quanto riferito dalla polizia locale.

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L'Iran ha sparato 14 missili balistici oggi contro il Qatar

Il ministero della Difesa del Qatar ha fornito un aggiornamento sugli attacchi sferrati oggi contro il Paese. In una dichiarazione, ha affermato che le difese aeree del Qatar hanno intercettato e distrutto con successo 13 dei 14 missili balistici lanciati oggi dall’Iran, oltre a diversi droni. Il ministero ha aggiunto che un missile è caduto in una zona disabitata senza causare vittime.

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Colpita base Unifil in Libano: problemi per militare italiano

La base Unifil nel sud del Libano, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana, è stata colpita oggi da detriti verosimilmente di razzi intercettati in aria dai sistemi antimissile israeliani. Secondo le prime informazioni, un militare italiano è stato soccorso e assistito dal personale sanitario per dolore a un occhio. Il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è in contatto con il Capo di Stato maggiore della Difesa, con il Comando operativo di vertice interforze e con il comandante del contingente a Shama per aggiornamenti

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Cina fredda sulla richiesta di aiuto di Trump per difesa di Hormuz

Gli Stati Uniti hanno chiesto aiuto per la difesa di Hormuz non solo alla Nato ma anche alla Cina. La richiesta è arrivata alla maniera di Donald Trump, vale a dire minacciando conseguenze per gli alleati in caso di rifiuto. Quanto a Pechino, il presidente Usa ha messo in dubbio il prossimo incontro con il presidente cinese Xi Jinping. La Cina ha declinato tuttavia la richiesta stando al portavoce del ministero degli Esteri, Lin Jian, che a domanda specifica oggi ha replicato: "Stiamo comunicando con le parti coinvolte per lavorare a una de-escalation della situazione" ha riportato il quotidiano di partito, Global Times.

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Tajani conferma che le missioni Ue non cambiano

La decisione del Consiglio affari esteri di oggi a Bruxelles ha discusso il possibile cambiamento di natura delle missioni Atalanta e Aspides ma ne ha confermato "il mandato attuale" ha detto Antonio Tajani. "L'auspicio è rafforzare la presenza di navi militari nel Mar Rosso, aumentando il numero delle fregate già impegnate", ha dichiarato il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, a margine della riunione.

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Paesi Bassi aprono a missione di difesa dello Stretto di Hormuz

Il primo ministro Rob Jetten ha affermato che i Paesi Bassi sarebbero "disponibili" a valutare qualsiasi richiesta di contribuire a una missione volta a proteggere i flussi commerciali nello Stretto di Hormuz, ma che l’attuale intensità degli attacchi in quella zona rende impossibile fornire un aiuto in questo momento.

Intervenendo durante una conferenza stampa a Berlino insieme al cancelliere tedesco Friedrich Merz, che si è detto contrario a questa guerra non concordata con la Nato, Jetten ha dichiarato che non è stata ancora avanzata alcuna richiesta esplicita di contribuire a una missione nello stretto. Il governo olandese aveva precedentemente dichiarato che, pur "comprendendo" le motivazioni alla base degli attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, non li appoggiava.

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Iran "non si arrende", dice ministro degli Esteri

L'Iran non intende arrendersi, ha ribadito il ministro degli Esteri, Abbas Araghchi. "La Repubblica Islamica dell'Iran rimane ferma e risoluta nella difesa della propria sovranità e integrità territoriale, con piena fiducia in Allah Onnipotente", ha scritto su X Araghchi.della Repubblica islamica dell'Iran di fronte all'aggressione degli Stati Uniti e del regime sionista".

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Raid del Pakistan su Kabul: diversi morti secondo governo afgano

Ci sono anche altri conflitti in corso purtroppo mentre tutta l'attenzione e sull'Iran e sulla regione del Golfo Persico. Il Pakistan ha attaccato Kabul colpendo "un centro di cura per tossicodipendenti" e uccidendo numerosi civili, ha reso noto poco fa il governo afgano. Testimoni oculari hanno udito esplosioni nel centro della capitale afghana, subito dopo il passaggio di aerei militari. "Il regime pakistano ha nuovamente violato lo spazio aereo pakistano, prendendo di mira un centro di cura per tossicodipendenti a Kabul, uccidendo e ferendo numerosi civili", ha dichiarato su X il portavoce del governo talebano Zabihullah Mujahid. Il Pakistan ha cominciato raid sul vicino poco prima degli attacchi di Usa e Israele in Iran.

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Kallas: i leader Ue "non cambiano natura missioni" in corso per difesa Stretto di Hormuz

"Attualmente non c’è nessuna intenzione di cambiare il mandato della Missione Aspides” per la situazione nello Stretto di Hormuz, ha detto Kaja Kallas al termine del Consiglio affari esteri a Bruxelles. "Stiamo lavorando a una soluzione diplomatica. Il problema è, ovviamente, che ci sono anche molti attori coinvolti quando si tratta di spedizioni: ci sono le compagnie di assicurazione che leggono i documenti e dicono che, sai, c'è un rischio enorme, quindi i prezzi aumentano. Ci sono anche gli equipaggi delle navi", ha detto Kallas in conferenza stampa.

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Merz: "Non invieremo navi nello Stretto di Hormuz, Nato non consultata sulla guerra"

"Fino a quando durerà la guerra, non parteciperemo inviando delle navi militari nello stretto di Hormuz", ha detto oggi il cancelliere tedesco Friedrich Merz, "la Nato non è stata affatto consultata su questo". Il cancelliere ha risposto così alla richiesta fatta dal presidente Usa Trump agli alleati di difendere la navigazione nello Stretto.

"I rischi di questa guerra sono grandi, molto grandi. Per questo non ci sarà una soluzione militare, ma solo una soluzione politica. Posso soltanto invitare tutte le parti coinvolte a cercare una soluzione politica. La Repubblica federale di Germania è pronta a partecipare a una tale soluzione", ha detto ancora Merz in una conferenza stampa dopo l'incontro con il premier olandese, Rob Jetten.

Il cancelliere ha definito anche un "errore" l'operazione di terra in Libano annunciata da Israele, esortando il Paese a non condurre "un'offensiva" che "aggraverebbe ancora la situazione umanitaria già estremamente tesa".

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Trump: "Basta una mia parola e tutti oleodotti verranno distrutti"

Nel suo intervento dalla Casa Bianca, Donald Trump ha detto che "oltre 100 imbarcazioni" sono state "affondate in ultime ore, è record", ha aggiunto parlando di mezzi navali iraniani. Il presidente Usa ha detto anche che basta "una mia parola e tutti oleodotti verranno distrutti", riferendosi alla minaccia di colpire nuovamente l'isola di Kharg, come fatto nel fine settimana, ma stavolta per colpire il cruciale terminal petrolifero. Sull'importanza di questo snodo commerciale abbiamo scritto nei giorni scorsi.

Kharg, l’isola del petrolio: il punto debole dell’Iran e del mondo

Trump ha dichiarato di volere ampliare la portata dei raid per includere obiettivi che vadano oltre le strutture militari e nucleari, ma ha anche chiesto a Isr…

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Trump: "Regime di Teheran è stato distrutto"

"La campagna contro l'Iran continua in piena forza", ha detto Donald Trump  alla Casa Bianca, da cui sta intervenendo in diretta. "Il regime è stato distrutto", ha ripetuto il presidente degli Stati Uniti.

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Iran esorta i Paesi musulmani a scegliere tra Teheran e Usa-Israele

Ali Larijani, segretario del Consiglio supremo per la sicurezza dell’Iran e figura di rilievo della Repubblica islamica, ha esortato i Paesi musulmani a prendere posizione nel conflitto in corso, invitandoli a decidere se sostenere Teheran o schierarsi con Stati Uniti e Israele.

"Da che parte state? Pensate al futuro del mondo islamico. Sapete che l'America non vi è fedele e che Israele è vostro nemico. Pensate per un attimo a voi stessi e al futuro della regione. L'Iran è un vostro benefattore e non ha alcuna intenzione di dominarvi", si legge nel messaggio che Larijani ha condiviso su X in cui ha criticato la posizione dei Paesi musulmani durante il conflitto.

Nel suo intervento, articolato in più punti, Larijani ha difeso anche gli attacchi condotti dall’Iran contro basi militari statunitensi nella regione, sostenendo che Teheran sta “resistendo ai grandi e piccoli demoni (America e Israele)”.

Il segretario del Consiglio di sicurezza iraniano ha inoltre richiamato l’idea di una maggiore solidarietà tra i Paesi islamici, affermando che "l’unità della Umma (comunità) islamica può garantire sicurezza, eccellenza e indipendenza” all’intera regione.

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Detriti di un intercettore vicino agli uffici del premier israeliano a Gerusalemme

Frammenti di un missile di difesa aerea sono caduti nei pressi degli uffici del primo ministro israeliano a Gerusalemme durante una serie di attacchi lanciati dall’Iran, secondo quanto riportato dal quotidiano israeliano Ynet.

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Israele afferma di aver distrutto il centro spaziale e satellitare iraniano a Teheran

Lunedì Israele ha dichiarato di aver “distrutto” un complesso utilizzato dall’esercito iraniano per lo sviluppo di capacità spaziali.

L’Idf ha affermato che l’edificio a Teheran era utilizzato per “sviluppare programmi spaziali militari”, tra cui il satellite Chamran-1, lanciato per la prima volta dall’Iran nel 2024.

Le foto pubblicate sui social media mostravano quelli che sembravano essere i danni all'Istituto di ricerca spaziale di Tarasht.

Il 14 marzo l'Idf ha dichiarato di aver colpito il “centro di ricerca principale” dell'Agenzia spaziale iraniana.

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Romania afferma di non essere coinvolta nel conflitto in Iran

Il ministero degli Esteri ha dichiarato lunedì che la Romania non èparte in causa nella guerra in Iran, aggiungendo che "la priorità è l’impegno diplomatico per l’allentamento delle tensioni, che sosteniamo sin dal primo giorno del conflitto".

Tale dichiarazione è stata rilasciata in risposta alle osservazioni del portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei il quale ha accusato il Paese membro della Nato di essere coinvolto nel conflitto per avere acconsentito a consentire agli Stati Uniti di utilizzare le basi aeree rumene.

Il ministero degli Esteri ha affermato che un accordo bilaterale di accesso del 2006 "fornisce agli Stati Uniti il quadro giuridico garantito per utilizzare le basi militari in Romania su base continuativa".

Baghaei ha dichiarato alla televisione iraniana che se la Romania consentisse agli Stati Uniti di utilizzare le sue basi aeree, ciò "equivarrebbe certamente alla partecipazione della Romania all’aggressione militare contro l’Iran".

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Tajani incontra Rutte: Italia "protagonista della Nato”

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha incontrato oggi a Bruxelles il segretario generale della Nato Mark Rutte per discutere della situazione in Medio Oriente e del ruolo dell’Alleanza.

"Oggi a Bruxelles ho avuto un confronto con il segretario generale della Nato Mark Rutte sulla necessità di rafforzare le iniziative diplomatiche ed evitare un'escalation in Medio Oriente", Tajani ha scritto su X.

"L'Italia continua ad essere protagonista della NATO anche a sostegno dell'Ucraina e vuole giocare un ruolo di primo piano per rafforzare il pilastro europeo dell'Alleanza Atlantica".

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Aie pronta a rilasciare altre riserve di petrolio se necessario

Il direttore dell'Agenzia internazionale per l'energia (Aie), Fatih Birol, ha dichiarato lunedì che, se necessario, potranno essere immesse sul mercato ulteriori riserve petrolifere strategiche per limitare le ripercussioni del blocco virtuale delle forniture attraverso lo Stretto di Hormuz causato dalla guerra contro l'Iran.

“Per quanto riguarda le scorte governative e quelle industriali detenute per obbligo governativo, se le si somma, ne rimangono ancora oltre 1,4 miliardi di barili, il che significa che potremo intervenire ulteriormente in un secondo momento, se e quando necessario”, ha dichiarato Birol in una dichiarazione video.

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Wadephul: La Nato non è responsabile dello Stretto di Hormuz

La Nato non ha preso decisioni né ha la responsabilità della sicurezza nello Stretto di Hormuz, ha dichiarato il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul al suo arrivo al Consiglio Affari Esteri dell’Ue a Bruxelles.

“Non mi sembra che la Nato abbia preso una decisione né che possa assumersi la responsabilità per lo Stretto di Hormuz”, ha detto Wadephul. “Se così fosse, sarebbero gli organi dell’Alleanza ad occuparsene”.

Le dichiarazioni arrivano dopo che il presidente statunitense Donald Trump ha avvertito che la Nato rischia un “futuro molto negativo” se non contribuirà alle operazioni connesse al conflitto.

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Attacco al confine Siria-Iraq: almeno quattro combattenti iracheni uccisi

Un attacco avvenuto nei pressi del confine occidentale dell'Iraq con la Siria ha causato la morte di almeno quattro combattenti dell'ex coalizione paramilitare Hashed al-Shaabi, secondo quanto riferito da due funzionari della sicurezza.

I combattenti di Hashed al-Shaabi (Pmf), ora parte dell'esercito regolare iracheno, “sono stati uccisi e altri tre sono rimasti feriti” nell'attacco a un posto di blocco all'ingresso della città di al-Qaim, ha detto un responsabile della sicurezza

Un funzionario ha stimato il bilancio a cinque morti, accusando gli Stati Uniti dell'attacco che ha preso di mira un posto di blocco in cui erano presenti membri delle PMF insieme a forze dell'esercito e della polizia.

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Drone causa incendio in un edificio nel nord degli Emirati Arabi Uniti

Secondo quanto riferito dalle autorità, lunedì un attacco con drone ha provocato un incendio in un edificio nel nord degli Emirati Arabi Uniti, nell’ambito di una serie di attacchi a livello nazionale che hanno causato disagi all’aeroporto di Dubai, colpito un centro petrolifero e provocato la morte di un civile.

“Un edificio nell’emirato di Umm Al Quwain è stato preso di mira da un drone, provocando un incendio ma senza causare feriti”, ha dichiarato l’ufficio stampa del governo di Umm Al Quwain in un comunicato pubblicato dall’agenzia di stampa statale Wam, senza specificare quale edificio sia stato colpito.

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Iran: scuola colpita da raid aereo a Khomein

Un edificio scolastico è stato colpito all’alba da un raid aereo nella città di Khomein, nell’Iran centrale, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa iraniana Fars, che attribuisce l’attacco a Stati Uniti e Israele.

Si tratterebbe della scuola maschile Shahid Khomeini, che secondo le immagini diffuse risulterebbe gravemente danneggiata.

Un vicegovernatore della provincia di Markazi, citato dall’agenzia Mehr, ha dichiarato che l’attacco non ha provocato vittime, ma ha causato danni anche ad alcune abitazioni circostanti.

Anche la Mezzaluna Rossa iraniana ha diffuso le stesse immagini parlando di un raid contro l’edificio scolastico.

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Trump afferma che potrebbe rinviare il viaggio in Cina mentre la guerra in Iran fa impennare i prezzi del petrolio

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che potrebbe rinviare il suo viaggio in Cina a causa della guerra in Iran, ma lunedì il segretario al Tesoro Scott Bessent ha precisato che ciò non è finalizzato a esercitare pressioni su Pechino riguardo allo Stretto di Hormuz.

Bessent ha affermato che un eventuale rinvio del viaggio di Trump a Pechino non sarebbe dovuto a divergenze sulla guerra in Iran o a tentativi di riaprire lo Stretto di Hormuz.

“Se l'incontro dovesse essere riprogrammato per qualche motivo, sarebbe per ragioni logistiche”, ha detto.

“Il presidente vuole rimanere a Washington per coordinare la guerra e viaggiare all'estero in un momento come questo potrebbe non essere la scelta migliore”.

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Katz: sfollati in Libano non torneranno ancora a casa

Il ministro della Difesa israeliano Yisrael Katz ha dichiarato che gli sfollati in Libano "non torneranno" alle loro case finché non sarà garantita la sicurezza del nord di Israele.

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von der Leyen incontra Jaishankar: "de-escalation" in Iran come "obiettivo comune"

La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha riferito su X di aver incontrato il ministro degli Affari Esteri indiano Subrahmanyam Jaishankar in occasione del vertice Ue-India di gennaio e di aver discusso con lui degli sviluppi in Medio Oriente e in Ucraina.



“La de-escalation, la stabilità e la sicurezza energetica sono i nostri obiettivi comuni”, ha scritto.

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Gli Emirati Arabi Uniti annunciano l'intercettazione odierna di sei missili e 21 droni

Il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che le sue difese aeree hanno intercettato oggi sei missili balistici e 21 droni durante gli attacchi al Paese.

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Prima petroliera non iraniana attraversa Hormuz con tracciamento attivo dall’inizio della guerra

Una petroliera non iraniana ha attraversato lo Stretto di Hormuz trasmettendo il segnale del proprio dispositivo di localizzazione, la prima dall’inizio della guerra in Medio Oriente, secondo quanto riferito lunedì dall’osservatorio Marine Traffic, specializzato nel monitoraggio della navigazione marittima.

"La Petroliera pachistana Aframax Karachi, che trasporta petrolio della società Das di Abu Dhabi, è diventata la prima nave cargo non iraniana ad attraversare lo stretto trasmettendo il suo segnale Ais, il che suggerisce che alcune spedizioni selezionate potrebbero beneficiare di un passaggio sicuro negoziato", ha dichiarato l'osservatorio in un comunicato.

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Il Qatar afferma che la diplomazia con l'Iran è possibile "se cessano gli attacchi"

I colloqui diplomatici con l'Iran sono possibili solo se il Paese cessa i propri attacchi, ha dichiarato lunedì il portavoce del ministero degli Esteri del Qatar, mentre Teheran intensifica la sua campagna di missili e droni contro gli Stati del Golfo.

“Se smettono di attaccare, allora potremo trovare una via d'uscita attraverso la diplomazia. Ma finché i nostri paesi vengono attaccati, non è il momento di istituire commissioni, è il momento di assumere una posizione di principio per proteggere i nostri paesi e affinché smettano immediatamente di attaccarci”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri Majed al-Ansari.

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Sánchez ribadisce: "No alla guerra", e invita ad agire nel rispetto del diritto internazionale

In un’intervista al podcast 'The Rest is Politics' il premier spagnolo Pedro Sanchez ha sottolineato l’importanza di tutelare il diritto internazionale e la cooperazione multilaterale di fronte alle crisi globali, condannando l’operazione militare contro l’Iran e chiedendo maggiore coesione all’interno dell’Ue.

Sulla guerra in Iran, Sanchez ha dichiarato che "serve coraggio per imparare lezioni come quelle della guerra in Iraq nel 2003", ribadendo il "no alla guerra" ed invitando ad agire "nel rispetto del diritto internazionale".

Secondo il premier, il governo spagnolo intende continuare a collaborare strettamente con gli Stati Uniti, ma ha ribadito che è "necessario rafforzare l'unità europea". 

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Tajani: l’Italia manterrà la sua presenza nelle basi Nato e nella coalizione anti-Daesh

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha dichiarato che l’Italia manterrà una presenza, seppur ridotta, nelle basi Nato e nella coalizione anti-Daesh, nel rispetto degli accordi già presi.

"Abbiamo fatto un quadro della situazione generale, ho ribadito l'impegno dell'Italia a mantenere fede agli accordi con la Nato. I nostri militari rimarranno, anche se in forma ridotta, nelle basi Nato e anche della coalizione anti-Daesh", ha detto il ministro parlando a margine del Consiglio Affari esteri a Bruxelles.

"È stato ridotto il numero dei militari di fronte agli attacchi, ma rimarremo lì per mantenere l'impegno che abbiamo preso. Un'analisi a 360 gradi della situazione e della voglia dell'Italia di essere protagonista all'interno della Nato".

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Starmer: Gran Bretagna valuta piano per riaprire Hormuz con alleati

Il primo ministro Keir Starmer ha detto che la Gran Bretagna sta collaborando con gli alleati a un piano per riaprire lo Stretto di Hormuz, ma "non si lascerà coinvolgere nella guerra su scala più ampia".

La dichiarazione arriva in risposta alla richiesta del presidente statunitense Donald Trump, di inviare navi da guerra per riaprire lo snodo cruciale per il commercio di petrolio a livello globale.

Nel corso di una conferenza stampa lunedì, Starmer ha affermato che la Gran Bretagna sta discutendo con gli Stati Uniti e gli alleati in Europa e nel Golfo la possibilità di utilizzare i droni cacciamine di cui dispone nella regione. Ma il premier britannico ha lasciato intendere che è improbabile che il Regno Unito invii una nave da guerra.

Trump ha criticato aspramente Starmer per la sua presunta mancanza di sostegno alla guerra, dopo che il premier britannico si era inizialmente rifiutato di autorizzare l'utilizzo delle basi britanniche da parte degli Stati Uniti per colpire l'Iran.

La Gran Bretagna sta cercando "un piano collettivo praticabile" per riaprire lo Stretto, aggiungendo che, "per usare un eufemismo, non è facile".

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Iran: Hormuz è aperto, "chiuso solo a Stati Uniti, Israele e loro alleati"

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha dichiarato che lo stretto di Hormuz è interdetto al transito solo delle navi degli Stati Uniti, di Israele e dei loro alleati.

"Dal nostro punto di vista è aperto", ha affermato Araghchi lunedì nel corso di una conferenza stampa a Teheran. "È chiuso solo ai nostri nemici, a coloro che hanno perpetrato un'ingiusta aggressione contro il nostro Paese e ai loro alleati".

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Germania risponde a Trump: guerra in Iran non è guerra della Nato

La guerra in Iran "Non è una guerra della Nato". Così La Germania ha risposto al presidente statunitense Donald Trump, che aveva chiesto ai Paesi della Nato di fromare una coalizione internazionale per il controllo dello Stretto di Hormuz.

Dallo Stretto passa circa un quinto del petrolio mondiale. Il conflitto in Medio Oriente e in particolare gli attacchi iraniani alle navi mercantili in transito a Hormuz hanno fatto salire i prezzi del petrolio, con il Brent che ha superato i cento dollari al barile la scorsa settimana.

Gli Usa estendono la deroga sul petrolio russo a tutti gli acquirenti per frenare i prezzi

Gli Stati Uniti hanno esteso a tutti i Paesi del mondo una deroga temporanea alle sanzioni sull’acquisto di petrolio russo nel tentativo di allentare la pressi…

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Vietnam: prepararsi a riduzioni voli per mancanza carburante

Secondo quanto riporta Reuters, il Vietnam ha invitato il settore aeronautico nazionale a prepararsi a eventuali riduzioni dei voli da aprile. La mossa arriva dopo che Cina e Thailandia hanno bloccato le esportazioni di carburante per aerei per via del conflitto in Iran.

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Raid di Israele in Libano: quattro morti di cui due bambini

Il ministero della Salute libanese afferma che un raid aereo israeliano sul villaggio meridionale di Qantara ha ucciso quattro persone, tra cui due bambini.

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Esercito Israele: colpite contemporaneamente Teheran, Shiraz e Tabriz

L’esercito israeliano ha annunciato di aver avviato contemporaneamente una “ondata su larga scala di attacchi contro le infrastrutture” nelle città iraniane di Teheran, Shiraz e Tabriz.

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Germania: maggiore chiarezza su obiettivi di Usa e Israele in Iran

Il ministro degli Esteri tedesco Johann Wadephul ha dichiarato lunedì che sarà importante per gli Stati Uniti e Israele definire "quando riterranno che gli obiettivi militari del loro dispiegamento siano stati raggiunti".

Prima di incontrare i colleghi dell'Ue a Bruxelles, Wadephul ha dichiarato di aver detto alle sue controparti statunitensi e israeliane: "Abbiamo bisogno di maggiore chiarezza su questo punto".

Per Berlino il governo iraniano rappresenta un grave pericolo per la regione, la libertà di navigazione e l'economia globale e che "questo pericolo non deve assolutamente continuare".

Wadephul ha affermato, senza fornire ulteriori dettagli, che la Germania avrebbe appoggiato le sanzioni contro i responsabili del blocco dello Stretto di Hormuz.

Una volta chiariti gli obiettivi di Stati Uniti e Israele, si aprirà la strada alla definizione di "un'architettura di sicurezza per l'intera regione", che comporterà un dialogo con l'Iran, secondo il ministro degli Esteri tedesco.

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Channel 12: frammenti di missile intercettato colpiscono varie località in Israele

Dopo l'intercettazione di un missile da parte dell'esercito israeliano, diversi frammenti del proiettile sono caduti nelle città di Shoham, Rishon LeZion, Lod e Ness Ziona, vicino a Tel Aviv. Non sono stati segnalati feriti né danni, secondo quanto riferisce Channel 12.

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Media Iran: colpita altra scuola da attacchi Israele-usa

Un istituto di Khomeyn, nella provincia centrale di Markazi, sarebbe stato colpito dagli attacchi israelo-statunitensi, secondo i media statali iraniani.

L'attacco arriva dopo il raid del 28 febbraio che ha ucciso oltre 170 persone, di cui la maggior parte bambini, su una scuola a Minab.

Secondo un'inchiesta del New York Times l'attacco a Minab del 28 febbraio sarebbe stato lanciato dagli Stati uniti. In un video pubblicato dal quotidiano Usa si vede un missile Tomahawk colpire l'edificio, adiacente a una base militare. Secondo quanto riferito dal quotidiano gli Stati Uniti sarebbero gli unici a usare i Tomahawk nella regione.

Gli Stati Uniti responsabili dell’attacco mortale alla scuola iraniana, secondo l’inchiesta

Il bombardamento della scuola e le sue vittime tra i bambini sono diventati un punto focale della guerra e si collocano tra le più alte vittime civili causate…

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Iran al 17esimo giorno senza connessione Internet

Il blackout di Internet in Iran è arrivato al 17esimo giorno, secondo Netblocks, gruppo che monitora la connettività a livello globale.

"Nell'ultimo giorno è stato rilevato un declino nel funzionamento della rete di infrastrutture di telecomunicazioni, e un'ulteriore riduzione della disponibilità di Vpn", ha scritto il gruppo.

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Israele: almeno 142 feriti per attacchi iraniani nelle ultime 24 ore

Nelle ultime 24 ore almeno 142 persone sono rimaste ferite e sono state ricoverate in ospedale a seguito degli attacchi iraniani, secondo quanto dichiarato dal ministero della Salute israeliano. Di queste, 134 persone sono in buone condizioni, altre tre in condizioni moderate e cinque sono state ricoverate per attacchi d'ansia.

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Gran Bretagna invierà cinque milioni di sterline a organizzazioni umanitarie in Libano

La Gran Bretagna sta inviando cinque milioni di sterline a organizzazioni umanitarie in Libano.

I fondi sono destinati a fornire cibo, acqua e alloggio ad alcune delle oltre 800mila persone sfollate a causa dell'offensiva israeliana contro il gruppo militante Hezbollah.

Condannando gli attacchi di Hezbollah contro Israele, la ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha dichiarato di essere "profondamente preoccupata per il conflitto in corso in Libano e per la portata del suo impatto umanitario".

Lo sfollamento di centinaia di migliaia di libanesi a causa delle operazioni israeliane "è assolutamente inaccettabile", ha aggiunto Cooper, sottolineando che il Regno Unito sta collaborando con gli alleati europei e con gli Stati Uniti per impedire un'escalation del conflitto.

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Kallas: proposte sul tavolo per Aspides

Arrivando al Consiglio Affari esteri dei ministri dell'Ue, l'alta rappresentante dell'Unione europea Kaja Kallas ha dichiarato che "cercheremo di capire se è possibile cambiare il mandato della missione Aspides, il punto è capire se gli Stati membri vogliono usare questa operazione per la sicurezza nell'area dello stretto di Hormuz".

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Israele: ulteriori truppe in Libano per un'operazione "mirata"

L'esercito israeliano ha affermato di aver inviato ulteriori truppe di terra in Libano per quella che definisce un'"operazione limitata e mirata".

Il portavoce militare, il tenente colonnello Nadav Shoshani, ha dichiarato che l'ultimo dispiegamento ha lo scopo di difendere le comunità israeliane di confine dagli attacchi del gruppo militante Hezbollah.

Shoshani ha detto che Hezbollah ha inviato centinaia di combattenti della sua unità d'élite Radwan verso il confine da quando il gruppo militante è entrato in guerra due settimane fa.

Israele ha condotto attacchi di artiglieria e aerei su diverse postazioni prima di inviare le truppe.

Nelle fasi iniziali della guerra, Israele ha rafforzato la presenza di truppe di terra all'interno del Libano, in quello che definisce un tentativo di prevenire attacchi alle città di confine settentrionali.

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Attacchi con droni e missili in Bahrein

Il ministero della Difesa del Bahrein ha affermato che i sistemi di difesa aerea del Paese hanno risposto agli attacchi di lunedì mattina.

Il ministero afferma che sono stati lanciati quattro missili e tre droni.

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Media: missile colpisce centro di Israele

Diversi organi di stampa israeliani riferiscono che almeno un missile iraniano ha colpito il centro di Israele, anche se non è ancora chiaro se l'impatto sia stato causato da schegge o da un attacco diretto. Una donna sarebbe stata lievemente ferita, riporta il Times of Israel, che ha segnalato due impatti.

A seguito di un allarme raid aereo suonato nel centro e nel sud di Israele, il quotidiano Haaretz ha riferito che c'era stato un “impatto” nel centro di Israele.

La radio dell'esercito israeliano, citando una fonte militare israeliana, ha riferito che un missile iraniano è caduto nella zona intorno a Tel Aviv.

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Attacchi di Israele nel sud del Libano: tre morti tra cui due paramedici

L'agenzia di stampa statale libanese National News Agency ha riferito che una persona è rimasta uccisa in un raid aereo israeliano avvenuto lunedì mattina presto contro un'abitazione nel villaggio di Kfar Sir, nel sud del Libano.

L'agenzia afferma che un altro attacco si è verificato dopo l'arrivo sul posto dei paramedici della Società Islamica per la Salute, il braccio sanitario di Hezbollah.

L'agenzia afferma che il secondo attacco ha ucciso due paramedici e ferito un'altra persona.

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Idf: distrutto il 70 per cento dei lanciatori iraniani

L'esercito israeliano ha affermato di aver distrutto circa il 70 per cento dei lanciamissili iraniani durante le prime due settimane di guerra.

Il portavoce militare, il tenente colonnello Nadav Shoshani, ha dichiarato lunedì ai giornalisti che, sebbene l'Iran continui a lanciare missili contro Israele, il numero di lanci si è notevolmente ridotto.

Israele ha effettuato circa 7.600 attacchi in Iran, mettendo fuori uso l'85 per cento delle difese aeree iraniane e prendendo di mira diversi siti nucleari iraniani, secondo l'Idf.

Shoshani ha detto che la guerra continuerà "finché sarà necessario" e che Israele ha ancora migliaia di obiettivi che è pronto a colpire

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Iran: centri di supporto per la Uss Ford sono considerati obiettivi

Ebrahim Zolfaghari, portavoce del quartier generale centrale iraniano di Khatam al-Anbiya, afferma che la presenza della portaerei statunitense USS Gerald R. Ford nel Mar Rosso è considerata una minaccia per l'Iran, secondo l'agenzia di stampa semi-ufficiale Fars.

Il portavoce ha affermato che ciò significa che i centri logistici e di supporto che servono il gruppo di portaerei nel Mar Rosso sono considerati “obiettivi” delle forze armate iraniane.

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Emirati Arabi Uniti: civile palestinese ucciso in attacco missilistico

Un civile palestinese è stato ucciso in un attacco missilistico avvenuto lunedì mattina ad Abu Dhabi, capitale degli Emirati Arabi Uniti, secondo quanto riferito dalle autorità.

L'ufficio stampa di Abu Dhabi ha riferito che un missile ha colpito un veicolo civile nella zona di al-Bahyah. Con questa vittima, il bilancio delle vittime negli Emirati Arabi Uniti sale a sette da quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato il primo attacco missilistico il 28 febbraio.

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Idf: nuovo attacco missilistico dell'Iran su Israele

Le forze di difesa israeliane hanno segnalato un nuovo attacco missilistico iraniano contro Israele.

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Emirati Arabi Uniti: incendio in impianto petrolifero in seguito ad attacco con drone

Lunedì è scoppiato un incendio in seguito all'attacco di un drone a un impianto petrolifero industriale a Fujairah, uno dei sette emirati degli Emirati Arabi Uniti, hanno riferito le autorità del Paese.

L'ufficio stampa di Fujairah ha dichiarato che un drone ha preso di mira la zona industriale petrolifera di Fujairah, provocando un incendio di vaste proporzioni. Non si sono registrate vittime.

La zona industriale petrolifera di Fujairah ospita la più grande capacità di stoccaggio commerciale di prodotti raffinati del Medio Oriente e funge da vitale snodo globale per il commercio e il rifornimento di carburante, dopo il blocco dello Stretto di Hormuz.

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Al Jazeera: attacchi israeliani in diverse città del Libano meridionale

Secondo quanto riferito da Al Jazeera, raid aerei israeliani hanno preso di mira diverse città nel Libano meridionale.

Gli attacchi hanno preso di mira le città di Qantara, Sawana, Burj Qalawiya, Sultaniyeh e Shaqra.

Non si sono registrate immediate segnalazioni di vittime o danni.

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L'Ue valuta missioni navali per riaprire lo Stretto di Hormuz

L'Unione Europea sta valutando due tipi di missioni navali per contribuire alla riapertura dello Stretto di Hormuz.

"È nel nostro interesse mantenere aperto lo Stretto di Hormuz, ed è per questo che stiamo discutendo anche su cosa possiamo fare a questo proposito dal punto di vista europeo", ha affermato Kaja Kallas, alta rappresentante dell'Ue per gli Affari esteri e la politica di sicurezza.

L'annuncio è stato dato in vista di una riunione dei ministri degli esteri del blocco a Bruxelles, lunedì.

L'aumento dei prezzi dell'energia e dei fertilizzanti ha portato la guerra in Iran in cima all'agenda, ha affermato.

Kallas ha affermato che l'Ue potrebbe estendere la sua missione navale Aspides per proteggere la navigazione nel Mar Rosso fino al Golfo Persico, oppure formare una "coalizione dei volenterosi" con gli Stati membri che contribuiscono con capacità militari su base ad hoc.

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L'Arabia Saudita denuncia attacchi con droni

L'Arabia Saudita ha dichiarato di aver intercettato lunedì mattina tre droni sopra la capitale Riyad e la regione occidentale del paese, ricca di petrolio.

Il ministero della Difesa saudita ha dichiarato che non si sono registrate vittime né danni.

Otre 60 droni hanno attaccato il Paese del Golfo nel giro di poche ore.

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Gli Emirati Arabi Uniti intercettano attacchi con droni e missili

Il ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che lunedì mattina le forze armate stavano intercettando missili e droni iraniani.

In precedenza, un drone aveva colpito un serbatoio di carburante all'aeroporto internazionale di Dubai.

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Il petrolio Brent viene scambiato a circa 105 dollari

Lunedì il petrolio Brent viene scambiato intorno ai 105 dollari al barile.

Il prezzo del Brent, il riferimento internazionale, è salito dell'1,6 per cento a 104,73 dollari al barile, dopo un leggero calo in apertura sopra i 106 dollari. Dall'inizio della guerra ha guadagnato oltre il 40 per cento.

I prezzi azionari in Asia hanno mostrato andamenti contrastanti, mentre i future statunitensi sono saliti.

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