Turchia e Siria: i sopravvissuti e le conseguenze del sisma

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Di Euronews
La distruzione causata dal terremoto in Turchia e Siria
La distruzione causata dal terremoto in Turchia e Siria   -  Diritti d'autore  Emrah Gurel/AP

Il terremoto in Turchia e Siria ha distrutto centinaia di migliaia di vite, creando per sempre uno spartiacque tra il “prima” del sisma e il “dopo”.

La quotidianità stravolta

Oltre allo choc di aver perso i propri cari, le vittime devono far fronte alle difficoltà della vita di tutti i giorni, spiega Fatma del Comitato internazionale della Croce Rossa: “Hanno bisogno di acqua potabile. Attualmente fa molto freddo nelle zone colpite. La prima sera in tanti hanno passato la notte in auto per paura che ricominciassero le scosse. E poi per stare al caldo. Stiamo parlando di persone che hanno bisogno di qualunque cosa, a partire dalle più basilari. Un tetto sulla testa, cibo, acqua. Ecco perché bisogna sbrigarsi”.

Manca il supporto psicologico ai terremotati

Non ci sono abbastanza psicologi nella zona del disastro. È stato dimostrato che prima iniziano a lavorare con i sopravvissuti, e più è probabile che li aiutino nel concreto a superare il trauma. “Lo choc psicologico è enorme – prosegue Fatma – E poi c’è anche la questione, esistente già prima del sisma, delle scomparse seriali. Un problema molto rilevante. Spesso le persone non hanno idea di cosa sia successo ai loro familiari. Sono vivi? (Il terremoto) Ha aggiunto ancora più sofferenza a una situazione già estremamente grave”.

Hussein Malla/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.
Donne e bambini che hanno perso le loro case ora vivono in un campo profughi ad Atareb, SiriaHussein Malla/Copyright 2023 The AP. All rights reserved.

Fondamentale l’immediata ricostruzione

Cruciale è che il recupero avvenga velocemente per evitare che le privazioni diventino ancora più radicate e durature. Anche la qualità del recupero è importante. Gli alloggi e le infrastrutture devono essere ricostruiti secondo standard di sicurezza più elevati per ridurre il rischio di disastri successivi. Questo aiuterebbe anche ad alleviare le paure e i traumi dei sopravvissuti che si apprestano a “riprendere” la vita sociale ed economica. Anche se il ripristino dello status quo dopo le emergenze non equivale mai al recupero completo di ciò che si è perso, né tantomeno consente alle comunità di tornare alla normalità di prima. Sarà per sempre una nuova normalità, poiché la società e l'economia saranno cambiate per sempre.

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