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Accordo con Engie per il prolungamento dell'attività di due reattori: Belgio sempre più "nucleare"

Nuclear Belgium.
Nuclear Belgium. Diritti d'autore AFP
Diritti d'autore AFP
Di Cristiano TassinariEuronews World
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Altri dieci anni di attività per due reattori nucleari in Belgio. "Il destino energetico del nostro Paese torna nelle nostre mani", ha dichiarato il premier belga Alexander De Croo

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Il governo belga e l'azienda Engie hanno annunciato, lunedì 9 gennaio, la firma di un accordo per l'estensione dell'attività di due dei sette reattori nucleari gestiti in Belgio dal gruppo francese, per dieci anni, a partire dal novembre 2026.

Le due parti stavano negoziando da mesi le condizioni di questa proroga, decisa nel marzo 2022 dal Belgio per garantire il proprio approvvigionamento energetico oltre il 2025, in un contesto di incertezze legate alla guerra in Ucraina.

Lo Stato belga e la compagnia energetica francese avevano già concordato di creare una joint venture 50/50 per gestire i due reattori "estesi", nell'ambito di un pre-accordo annunciato a luglio.

Durante una conferenza stampa a Bruxelles, il primo ministro belga Alexander De Croo ha annunciato la "decisione importante", che consentirà al Belgio di riprendere il controllo del proprio ''destino energetico''.

"Questa produzione di energia è estremamente efficiente, è una forma di energia che non produce gas serra e di cui lo Stato belga diventerà un partner importante. In passato, molto spesso, si è detto che le decisioni in materia di energia in Belgio non si prendevano in Belgio, ma in altre capitali. Ora le decisioni saranno prese nel nostro Paese".

Olivier Matthys/Copyright 2022 The AP. All rights reserved
Il premier belga Alexander De Croo.Olivier Matthys/Copyright 2022 The AP. All rights reserved

Il 18 marzo 2022 il governo belga aveva annunciato la decisione di posticipare di dieci anni il ritiro totale dal nucleare, inizialmente previsto per il 2025. I sette reattori avrebbero cessato gradualmente la produzione tra la fine del 2022 e il 2025, e uno di essi era già stato chiuso a fine settembre. Poi, il necessario dietrofront. 

Nel nuovo accordo, il gruppo Engie ha comunque richiesto una serie di condizioni di fattibilità, tra cui un limite ai costi di trattamento dei rifiuti radioattivi e del combustibile esaurito.

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