Libano: la tragica storia dei rapinatori di banche che chiedono soltanto i loro risparmi

Un manifestante distrugge la vetrina di una banca, durante le proteste contro il governatore della Banca centrale libanese ad Hamra trade street, a Beirut, Libano, 14 gennaio.
Un manifestante distrugge la vetrina di una banca, durante le proteste contro il governatore della Banca centrale libanese ad Hamra trade street, a Beirut, Libano, 14 gennaio. Diritti d'autore Hussein Malla/Copyright 2020 The AP. All rights reserved.
Di Ilaria Federico
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Entrano armati per chiedere di poter prelevare i propri risparmi. Sono i libanesi disperati i cui fondi in banca restano bloccati

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L’Onu l’ha definita la peggiore crisi dal secolo scorso: in Libano l’inflazione ha raggiunto il 200% e la moneta locale ha perso il 90% del suo valore. Da novembre 2019 la Banca centrale libanese impedisce l'accesso ai conti correnti per ritirare i fondi in dollari.

Allora dei cittadini disperati, come Sali Hafez, compiono gesti estremi per recuperare i loro risparmi.

A metà settembre Sali Hafez è entrata nella filiale della sua banca a Beirut, munita di una pistola giocattolo, e ha chiesto di prelevare dal conto 12.000 dollari. Da settimane cercava di convincere il direttore a lasciarle ritirare una somma maggiore di quei 200 euro al mese in lire libanesi che le sono concessi. In tribunale ha spiegato che i soldi le servivano per pagare le cure della sorella malata di cancro. Ha ricevuto una multa e il divieto di espatrio per sei mesi.

Una politica bancaria arbitraria

Il Libano ha un buco di 72 miliardi nelle casse dello Stato. Gli istituti bancari, per evitare di rimborsare i clienti e dichiarare ufficialmente fallimento, hanno adottato la politica secondo la quale un dollaro non vale realmente un dollaro se è stato depositato in una banca libanese prima della crisi finanziaria. Un dollaro pre-crisi equivale, invece, a una lira libanese e può essere ritirato solo a un tasso fortemente ridotto - circa il 90 per cento in meno del valore attuale di un dollaro americano sul mercato nero.

Più di una decina di banche sono state prese d'assalto in Libano da agosto. Nella maggior parte dei casi, i rapinatori sono persone disperate che hanno bisogno del loro denaro bloccato. Alcuni sono aiutati da attivisti di un gruppo di protesta di correntisti che ha promesso altre azioni in tutto il Paese.

Un Paese in crisi

Nel marzo 2020, il Libano ha dichiarato default e ad aprile di quest’anno Il Fondo monetario internazionale ha annunciato un piano di aiuti di tre miliardi di dollari in quattro anni.

Nell'ultima settimana, il primo ministro libanese Mikati ha incontrato il ministro degli Esteri italiano Tajani e il primo ministro spagnolo, cercando di rafforzare una cooperazione internazionale essenziale per la sopravvivenza del Paese.

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