Pelosi lascia la Camera: "Democrazia Usa maestosa ma fragile"

Nancy Pelosi in aula a Washington
Nancy Pelosi in aula a Washington Diritti d'autore Carolyn Kaster/Copyright 2022 The AP. All rights reserved
Di Euronews
Condividi questo articoloCommenti
Condividi questo articoloClose Button
Copia e incolla il codice embed del video qui sotto:Copy to clipboardCopied

L'82enne non si ricandiderà alla guida dei democratici dopo le elezioni di Midterm

PUBBLICITÀ

Dopo due decenni di presidenza della Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti, prima donna a ricoprire tale carica nella storia americana, Nancy Pelosi dà le dimissioni.

L'82enne ha dichiarato che non si ricandiderà per la leadership democratica e ha poi dato l'addio in aula: "La democrazia americana è maestosa. Ma è fragile. Molti di noi qui hanno assistito alla sua fragilità in prima persona, tragicamente in quest'aula. Perciò la democrazia deve essere sempre difesa da quelle forze che vogliono danneggiarla".

Le prese di posizione di Pelosi

Nancy Pelosi, di origini abruzzesi, ha svolto un ruolo chiave nella politica americana per due decenni, dopo essere diventata per la prima volta presidente della Camera nel 2007, tornando ad esserlo nel 2018 sotto l'amministrazione Trump.

La visita di Nancy Pelosi a Taiwan in agosto aveva suscitato una forte reazione da parte di Pechino e  inviato un chiaro messaggio sulla sua posizione in merito alla questione.

Pelosi, la cui partenza segnerà la fine di un'era a Washington, è stata anche una dei protagonisti dell'impeachment di Trump.

Alle elezioni di metà mandato della scorsa settimana, i repubblicani hanno ottenuto una maggioranza risicata alla Camera, mentre i democratici hanno mantenuto il controllo del Senato.

Condividi questo articoloCommenti

Notizie correlate

Congresso Usa, disfatta repubblicana: Trump invita a votare McCarthy, che perde anche il sesto voto

Camera Usa, trumpiani bocciano McCarthy: presidente non eletto al 1° voto, non accadeva da 100 anni

Congresso Usa, Nancy Pelosi lascia la guida della Camera: la fine di un'era