Mondiali di calcio Qatar2022: tra un mese, il calcio d'inizio

Access to the comments Commenti
Di Cristiano Tassinari  & Euronews Sport
Qatar, 2022. Calcio, mare e tradizioni.
Qatar, 2022. Calcio, mare e tradizioni.   -   Diritti d'autore  KARIM JAAFAR / AFP   -  

Tra un mese esatto, il 20 novembre, cominciano i Mondiali di calcio 2022, per la prima volta disputati non nell'estate europea.
Una delle edizioni più discusse, ancora prima di iniziare.

Per il Qatar, indubbiamente, si tratta di un grande appuntamento, per presentarsi nella maniera migliore al mondo.

Uno dei corrispondenti di Euronews da Doha, Sam Ashoo
"800 giocatori provenienti da 32 nazioni prenderanno parte alla più grande competizione calcistica, per la prima volta in questa zona del mondo. Sarà anche la prima Coppa del Mondo invernale in assoluto. Le temperature qui, al momento, sono intorno ai 30 gradi. Durante i Mondiali dovrebbero scendere a 24-25 gradi di giorno e intorno ai 17-18 gradi la sera. Anche se la maggior parte degli stadi, qui in Qatar, ha l'aria condizionata incorporata, sia per i giocatori che per i tifosi".

Euronews
"Una grande opportunità per il Qatar"....Euronews

Stadi vuoti? Biglietti gratis...

Il Lusail Stadium - a Lusail City - è, insieme ad altri stadi, una delle grandi attrazioni dei Mondiali di Qatar2022, ma ci sono effettivamente molti dubbi sul riempimento degli stadi. Che rischiano di restare desolatamente vuoti.

La vendita è notevolmente sotto le aspettative anche per la partita inaugurale di domenica 20 novembre tra i padroni di casa del Qatar e l'Ecuador. 
E ora spuntano pure biglietti regalati e persino voli aerei gratis...

Lo conferma Pierre Cornez, portavoce della Federcalcio belga:
"Sì, è stato il Comitato Organizzatore della Coppa del Mondo del Qatar a contattare alcuni tifosi, per pagare voli, hotel e biglietti per la partita di apertura. Hanno contattato i tifosi belgi e così è stato anche per altri Paesi partecipanti".

Screenshot AFP
"Ci hanno proposto pacchetti gratuiti per la partita inaugurale"...Screenshot AFP

Polemiche, proteste, boicottaggi

Il torneo è stato nel mirino delle polemiche fin da quando la FIFA ha annunciato il Qatar come Paese organizzatore.

Oltre che per la situazione riguardante i diritti umani, anche a causa delle condizioni di lavoro, al limite della schiavitù, in cui gli operai - tutti immigrati - sono stati costretti a lavorare per costruire gli stadi. Si calcolano, in questi anni, circa 6.500 vittime durante la costruzione degli impianti.

Gli organizzatori hanno sempre minimizzato, ma le proteste e i boicottaggi continuano: in Francia, ad esempio, i sindaci di alcune città hanno deciso di non autorizzare i maxi schermi nelle piazze neppure per le partite della Nazionale francese.
Un piccolo gesto, ma simbolico. 

Hassan Ammar/Copyright 2022 The AP. All rights reserved
Il presidente della FIFA Gianni Infantino con l'Emiro del Qatar Tamim bin Hamad Al Thani.Hassan Ammar/Copyright 2022 The AP. All rights reserved

Pagare per lavorare: le accuse di "Human Rights Watch"

La Ong "Human Rights Watch" ha dichiarato che tutti i lavoratori migranti hanno pagato tasse di reclutamento, esorbitanti e illegali, per rendere possibile la Coppa del Mondo 2022 in Qatar. Ma la FIFA e le autorità del Qatar non si sono ancora impegnate a creare un fondo di riparazione per i gravi abusi contro i lavoratori migranti, tra cui molti lavoratori gravemente indebitati per aver pagato queste tasse.

"A 30 giorni dall'inizio del torneo, c'è una piccola possibilità per la FIFA e le autorità del Qatar di correggere la rotta e impegnarsi a porre rimedio agli abusi del passato, che hanno macchiato la Coppa del Mondo 2022", ha dichiarato Michael Page, vice direttore per il Medio Oriente di "Human Rights Watch".
"A meno che la FIFA e il Qatar non agiscano, la vera 'eredità' di questo torneo sarà il modo in cui la FIFA, il Qatar e chiunque tragga profitto da questa Coppa del Mondo ha lasciato le famiglie di migliaia di lavoratori migranti indebitate dopo la loro morte e per come molti lavoratori migranti che subito il furto del loro salario senza essere ricompensati".

➡️ Il sito ufficiale di Human Rights Watch

"Human Rights Watch" ha intervistato più di 45 lavoratori migranti, tra il novembre 2021 e l'ottobre 2022, provenienti da Bangladesh, India, Kenya e Nepal, tra cui sette famiglie di lavoratori migranti deceduti, 26 reclutatori provenienti da Bangladesh, India e Nepal, cinque appaltatori del Supreme Committee for Delivery and Legacy e tre lavoratori migranti, che lavorano nei dipartimenti delle risorse umane di tre società di reclutamento con sede in Qatar.
I lavoratori migranti hanno dichiarato di aver pagato le spese di reclutamento, indebitandosi a tassi di interesse elevati, vendendo beni ed esaurendo i risparmi di famiglia. Molti lavoratori sono caduti nella schiavitù del debito e non hanno potuto lasciare il loro lavoro, rendendoli più vulnerabili agli abusi e soggetti a ulteriori sanzioni se non lavoravano. La servitù per debiti è una forma di lavoro forzato, secondo gli standard internazionali del lavoro.