Disordini e colera, incubo a Haiti

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Di euronews
Disordini a Haiti
Disordini a Haiti   -   Diritti d'autore  Odelyn Joseph/Copyright 2021 The AP. All rights reserved

Haiti ha chiesto l'intervento di forze armate internazionali mentre bande e manifestanti paralizzano il paese a causa della carenza di carburante e acqua.

L'Onu riflette sul dispiegamento di una forza armata per aiutare a porre fine alla crisi mentre i blocchi stradali continuano a ostacolare il traffico nella capitale i manifestanti gridano contro "l'occupazione straniera" e chiedono le dimissioni del premier.

L'intervento esterno è incostituzionale, per i manifestanti. 

La richiesta di una forza armata specializzata è di venerdì scorso. A un mese dall'inizio dei disordini. Anche il parlamento si è espresso a questo riguardo.

Il gruppo di dieci senatori  ha approvato, con nove voti a favore, una risoluzione in cui chiede al primo ministro Ariel Henry di accantonare immediatamente la risoluzione, adottata in Consiglio dei ministri in cui appunto si chiede il dispiegamento di forze straniere ad Haiti. 

I senatori hanno chiesto inoltre  all'Ombudsman (Difensore civico) di collaborare con le organizzazioni per i diritti umani al fine di creare un corridoio umanitario per ottenere la distribuzione di carburante da terminal di Varreux bloccato da bande criminali.

La mancanza d'acqua è degenerata in un'epidemia di colera. Sono già diverse le vittime. La situazione è particolarmente delicata nel principale carcere dell'isola.

Almeno 16 detenuti sono morti di colera ad Haiti nel carcere nazionale di Port au Prince che ospita almeno 3.000 detenuti.   

L'emergenza, secondo vari media haitiani, si è manifestata nelle ultime settimane, per le difficoltà di approvvigionamento di cibo ed acqua al carcere, a causa dell'azione di bande criminali che hanno bloccato vari punti strategici della capitale.

Dopo tre anni senza che si segnalassero casi, il governo haitiano all'inizio di ottobre ha reso noto la presenza di persone affette dal 'Vibrio cholerae O1' nell'area di Port au Prince, con sospetti anche per persone ricoverate a Cité Soleil.