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Inversione a U, la sorprendente decisione sul nucleare della Germania

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Di Jona Kallgren con redazione italiana
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Robert Habeck, del partito dei Verdi e ministro dell'Economia
Robert Habeck, del partito dei Verdi e ministro dell'Economia   -   Diritti d'autore  Kay Nietfeld/(c) Copyright 2022, dpa (www.dpa.de). Alle Rechte vorbehalten

Una decisione che sta facendo discutere la Germania. Quella del ministro dell’Economia, il verde Robert Habeck, che ha fatto sapere che due delle ultime tre centrali nucleari tedesche verranno lasciate in stand by fino ad aprile 2023, invece di essere chiuse entro la fine dell'anno, come previsto.

Un annuncio abbastanza sorprendente. Tutti si aspettavano che vista l’attuale situazione, di crisi energetica, dovuta anche alla guerra in Ucraina, e la mancanza di gas, Berlino avrebbe mantenuto operative due delle tre centrali oltre la data prevista. Invece il ministro ha annunciato che verranno mantenute come riserva nel casodi assoluta necessità per stabilizzare la fornitura di energia elettrica questo inverno nel sud del Paese.

Le critiche trasversali

Non mancano però  le critiche da Greenpeace a molti esponenti politici.

Le organizzazioni ambientaliste definiscono grave quanto fatto da un ministro dei Verdi. Anche se in piena crisi energetica non si doveva tornare indietro sul nucleare.  In un tweet l'opposizione parla di un errore fatale di Habeck motivato dalla politica di partito. Secondo il leader della CduFriedrich Merz, nella situazione attuale sarebbe assurdo non sfruttare appieno le capacità di generazione di elettricità.

Il dibattito intanto si fa incandescente. Secondo molti esperti le centrali nucleari porterebbero solo un sollievo minimo alla crisi in corso. Una lama a doppio taglio per i Verdi mentre si stanno riportando in funzione le centrali elettriche a carbone che sono fortemente inquinanti.

Tutte e tre le ultime centrali nucleari rimaste in funzione in Germania dovevano chiudere entro la fine dell'anno nell'ambito del programma di transizione energetica voluto dal precedente governo di Angela Merkel. Ora almeno due serviranno come riserva, dopo che Mosca ha praticamente tagliato tutte le forniture di gas alla Germania, in quella che appare una rappresaglia per il sostegno di Berlino all'Ucraina di fronte all'invasione russa.