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"Piattaforma per la Crimea", l'Ucraina rivuole indietro la penisola

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Di Euronews
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Piattaforma per la Crimea
Piattaforma per la Crimea   -   Diritti d'autore  AFP

Una scelta di campo, per l'Ucraina, fatta da 60 leader mondiali.
Tanti hanno aderito all'iniziativa denominata "Piattaforma per la Crimea" promossa da Kiev per riportare la penisola affacciata sul mar Nero sotto il proprio controllo, intensificando la pressione internazionale sulla Russia. 

Si tratta del secondo appuntamento dopo il vertice dell'agosto 2021: un evento in videoconferenza a cui il presidente polacco Andrzej Duda ha partecipato di persona, al fianco del presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy.

La Russia ha annesso unilateralmente la Crimea nel 2014 con un’invasione militare, seguita alla crisi istituzionale e alle proteste ‘Euromaidan’ contro il presidente ucraino filo-russo Viktor Janukovic, culminate con le sue dimissioni. 

La penisola a livello internazionale continua ad essere riconosciuta come parte dell’Ucraina. 

Secondo Kiev, per riportare la Crimea sotto il controllo ucraino e nell'alveo filoeuropeo è fondamentale il sostegno della comunità internazionale.

Per Putin l’annessione della Crimea non è negoziabile.

Ai residenti della Crimea sono stati rilasciati passaporti e documenti russi e il Cremlino ha speso oltre 2,5 miliardi di euro per realizzare un viadotto che collega - fisicamente e simbolicamente - la Crimea al mainland russo.

Dal canto loro, i residenti  hanno denunciato dure discriminazioni contro la comunità tatara di Crimea, nonché deportazioni forzate e violazioni di diritti umani. I tatari rappresentano quasi il 15% dei 2,3 milioni di abitanti della Crimea e si sono opposti alla presa di potere di Mosca. Si ritiene che 30.000 cittadini appartenenti a questa etnia siano fuggiti dalla Crimea dal 2014.