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Mosca: autobomba uccide Darya Dugina, Kiev nega ogni addebito

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Di euronews
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Il luogo dell'attentato
Il luogo dell'attentato   -   Diritti d'autore  AP/Investigative Committee of Russia

Una bomba piazzata nell'auto: arriva l'annuncio ufficiale delle autorità russe che stanno investigando sull'attentato che è costato la vita la vita a Darya Dugina, la figlia 30 enne dell'ideologo di Putin, Aleksandr Dugin. 

L’ufficio investigativo di Mosca della Commissione Investigativa russa ha aperto un'inchiesta per omicidio.

La donna era alla guida di una Toyota Land Cruiser, che sabato sera è esplosa viaggiando in autostrada alle porte della capitale russa, vicino al villaggio di Velyki Vyazomi.

Darya Dugina, analista politica, tornava a casa da un festival culturale, "Tradizione" cui aveva partecipato con il padre che, all'ultimo minuto, ha deciso di viaggiare su un altro veicolo.

Qui il video rilasciato dal'Investigative Committee of Russia, dal luogo dell'attentato. 

Mosca accusa, Kiev risponde

Alcuni dirigenti russi, tra cui il capo dell'autoproclamata repubblica filorussa del Donetsk Denis Pushilin, accusano Kiev come mandante dell'attentato che alza la tensione ai massimi livelli. 

"Per l'apparato propagandistico si tratta di un atto di intimidazione. In generale, per i lealisti, per un elettore fedele, questo è un atto simbolico, che dimostra che il conflitto coinvolge ormai anche il territorio russo, il che significa che questa non è più una guerra astratta che si guarda in televisione", afferma l'analista politico russo Abbas Gallyamov. 

"Questo sta già accadendo in Russia. Non solo la Crimea viene bombardata, ma nella regione di Mosca si stanno già verificando attacchi terroristici"

Un consigliere della presidenza ucraina, Mikhailo Podoliak, nega tuttavia qualsiasi coinvolgimento di Kiev riguardo alla letale esplosione.

Per la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, "le forze dell'ordine russe stanno indagando: se la pista ucraina venisse confermata dopo la verifica delle autorità competenti, allora bisognerebbe parlare della politica di terrorismo di Stato perseguita dal regime di Kiev". 

Accuse di terrorismo cui risponde direttamente un portavoce del presidente ucraino Volodymyr Zelensky: "Kiev non ha niente a che fare con questo, perché l'Ucraina non è uno stato criminale o terrorista, come la Russia". 

"L'unico modo per proteggere la Russia è distruggere il nostro nemico"

L'emittente ortodossa russa Tsargrad, riporta le parole di un amico della donna, Akim Apachev: "Oggi non ci sono piu' luoghi sicuri in Russia - riporta l'Agi - l'unico modo per proteggere il Paese è distruggere il nostro nemico naturale seduto a Kiev, Dnepropetrovsk, Kharkov, Nikolaev, Odessa e in altre città russe".

"La sera del 20 agosto ho incontrato Darya e suo padre Aleksandr al festival 'Tradizione' -  aggiunge Apachev - abbiamo subito iniziato a discutere dell'idea russa, dell'impero e della guerra culturale, Darya era sempre acuta e profonda nel suo atteggiamento".  

Laureata in filosofia a Mosca, la donna lavorava come giornalista ed analista politica, sulle orme del padre, seguendo le sue idee, idee che hanno affascinato gli ultranazionalisti di mezzo mondo: Dugina era una sostenitrice dell'invasione dell'Ucraina ed era stata anche sanzionata dagli Stati Uniti e dal Regno Unito per aver diffuso disinformazione sulla guerra.

Anche Aleksandr Dugin è stato sanzionato, nel 2015, dopo l'invasione della Crimea, di cui è uno dei teorici.