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Ucraina, cereali e generi alimentari a bordo delle navi. Una è destinata all'Italia

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Di Debora Gandini
Nave ucraina
Nave ucraina   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore Emrah Gurel/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved

Hanno lasciato i porti ucraini di Odessa e Chornomorsk nel Mar Nero. Dopo trattative e continui rinvii, quattro navi con prodotti alimentari ucraini, inclusa una con 6mila tonnellate di olio di semi di girasole destinate all'Italia, sono salpate, nell'ambito di un accordo per sbloccare l'export, almeno via mare, del Paese. 

Prima di raggiungere le loro destinazioni finali, tra cui anche la Cina, ci sono le ispezioni da parte delle autorità turche. Una con a bordo del grano è già stata autorizzata ad attraversare il Bosforo. Secondo l’agenzia stampa turca Anadolu, che cita un comunicato del ministero della Difesa, le navi “Mustafa Necati”, “Star Helena” e “Glory” hanno lasciato il porto di Chornomorsk mentre la nave “Riva Mind” ha lasciato il porto di Odesa.

La nave Star Helena, con a bordo 45mila tonnellate di semi di girasole, è diretta in Cina; la nave Gloria trasporta 66mila tonnellate di mais e la nave Riva Wind trasporta 44mila tonnellate di mais ed è diretta a Iskenderun, sempre in Turchia. Dalla firma dell’accordo a fine luglio, in tutto, sono partite dall’Ucraina otto navi. Le ultime trasportano in tutto 160.000 tonnellate di cereali e altri prodotti.

Il messaggio di Papa Francesco

Un segno di speranza, ha sottolineato il Pontefice, all’Angelus in Piazza San Pietro. Un incoraggiamento a seguire la strada del dialogo.

“Desidero salutare con soddisfazione la partenza dai porti della Ucraina delle prime navi cariche di cereali. Questo passo dimostra che è possibile dialogare e raggiungere risultati concreti che giovano a tutti. Pertanto tale avvenimento si presenta come un segno di speranza e auspico di cuore che seguendo questa strada si possa porre fine ai combattimenti e arrivare a una pace giusta e duratura”.

Ancora razzi sulla centrale di Zaporizhzhia

Dalle preghiere del Pontefice alla linea del fronte perché l’offensiva russa non accenna a fermarsi. Mosca ha annunciato a distruzione di 45mila munizioni della Nato mentre 40 razzi sono caduti di nuovo vicini alla centrale nucleare di Zaporizhzhia. Intanto uno dei reattori della centrale, sotto il controllo delle forze russe, è stato spento. Dopo il bombardamento di venerdì c’è un grave rischio per il funzionamento sicuro dell'impianto.

Missili sono caduti anche sulla città di Marganets, danneggiando case, edifici commerciali, gasdotti e reti elettriche.Una ventina di munizioni missilistiche rilasciate sul territorio di Chervonogrigorivskaya. Il **presidente ucraino Zelensky**torna ad accusare la Russia di utilizzare la centrale "per il terrore". Ora Kiev chiede a Onu e Aiea una commissione speciale. 

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA