L'Iran "arresta" il cinema: chiesta la liberazione di Jafar Panahi e Mohammad Rasoulof

Jafar Panahi... dichiara la sua innocenza.
Jafar Panahi... dichiara la sua innocenza. Diritti d'autore Jan Bauer/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.
Di Cristiano TassinariEuronews Cult - Euronews World - Associated Press
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Tre registi di fama internazionale arrestati da Teheran con l'accusa di propaganda antigovernativa. Giro di vite contro i dissidenti di alto livello. Il mondo della cultura chiede la loro liberazione

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Si trova ancora in carcere Jafar Panahi, 60 anni, regista cinematografico di fama internazionale, arrestato lunedi sera a Teheran.

Si tratta del terzo regista, considerato "dissidente", ad essere incarcerato in Iran. dopo Mohammad Rasoulof e Mostafa Al-Ahmad, arrestati lo scorso 8 luglio.

il governo di Teheran ha improvvisamente intensificato la repressione nei confronti dell'industria cinematografica del Paese.
L'aumento delle pressioni sui registi del cinema iraniano segue un'ondata di arresti negli ultimi mesi.

Panahi ha vinto numerosi premi, tra cui il Leone d'Oro a Venezia nel 2000 per il film "Il cerchio" e l'Orso d'Oro a Berlino nel 2015 per il film "Taxi Teheran".

Jafar Panahi, martedì, si era recato presso l'ufficio del procuratore di Teheran per testimoniare nel caso dei suoi due colleghi - Rasoulof e Al-Ahmad - attualmente agli arresti, quando le forze di sicurezza lo hanno fermato e arrestato. 

Tuttavia, la sentenza non è mai stata applicata e Panahi ha continuato a girare film clandestini - senza l'approvazione della sceneggiatura o i permessi del governo - che sono stati distribuiti all'estero con grande successo.

Nel 2011, Panahi - considerato un regista "fuori dagli schemi" di regime - fu arrestato dalle autorità iraniane, per aver partecipato a manifestazioni di protesta e per propaganda anti-regime, condannato a 6 anni di reclusione e a 20 anni di interdizione dal cinema.

Poi, scarcerato, ma comunque sorvegliato, è tornato dietro la cinepresa (anche se spesso clandestinamente, utilizzando un telefonino per le riprese), ma può lasciare l'Iran.

Poco dopo l'arresto, avvenuto nel 2010 nello studio del regista, durante il montaggio di un film sul "Movimento verde" contro l'allora leader iraniano Ahmadinejad, anche diversi intellettuali italiani si spesero a favore della liberazione di Panahi, diventata realtà qualche tempo dopo.

In Francia e, in generale all'estero, Jafar Panahi è particolarmente apprezzato. Nella primavera del 2016, il Centre Pompidou di Parigi gli dedicò una mostra ed una retrospettiva.

Dal momento dell'arresto dei tre registi, tutto il mondo della cultura - ha cominciare dal Festival di Cannes, dal Festival di Berlino e dalla Biennale di Venezia - ha espresso solidarietà, chiedendo la liberazione di Panahi, Rasoulof e Al-Ahmad. 

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