Le "Solidarity Lanes" dell'Europa: vie alternative di trasporto per le materie prime dell'Ucraina

L'oro dei nostri tempi di guerra: il grano.
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Di Euronews World
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La nuova strategia dell'Unione europea punta ad aggirare l'ostacolo dei porti ucraini chiusi, per evitare penuria e prezzi alle stelle delle materie prime, come il grano. Le ferrovie tedesche saranno presto in grado di trasportare i prodotti agricoli verso porti nel Mare del Nord e nell'Adriatico

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Crescono gli appelli per una soluzione urgente al blocco dei porti ucraini sul Mar Nero.

Le esportazioni dal Paese, che produce circa la metà dei semi di girasole e un decimo del grano di tutto il mondo, sono state interrotte dalla chiusura dei porti ucraini in seguito all'invasione della Russia. Ciò sta già causando penuria di materie prime e prezzi alle stelle un po' ovunque.

La Commissione europea ha già annunciato una strategia, denominata "Solidarity Lanes", per "sbloccare le frontiere con l'Ucraina e potenziare la capacità di esportazione del grano ucraino su strade e ferrovie".

La Germania sta provvedendo a rendere le ferrovie tedesche capaci di trasportare grandi quantità di prodotti agricoli, dall'Ucraina verso porti sicuri nel Mare del Nord e nel Mare Adriatico.

Adina Vălean, 54 anni, Commissaria europea romena per i trasporti:
"Ora stiamo affrontando una nuova sfida, che è soprattutto economica, cercando di aiutare il trasporto degli alimenti provenienti dall'Ucraina e dalla Moldova a raggiungere i mercati globali a cui sono destinati, perché vogliamo prevenire qualsiasi carenza di cibo nel mondo, solo perchè questi paesi non possono consegnare. E questa è un'immensa sfida logistica".

Ma gli esperti mettono in guardia anche da una eventuale "cascata di divieti di esportazione".
La nuova strategia europea segue la decisione improvvisa dell'India di bloccare le vendite di grano e quella dell'Indonesia di bloccare le esportazioni di olio di palma.

I timori di insicurezza alimentare spingono i governi ad anteporre l'alimentazione dei propri cittadini a quella degli altri, facendo inevitabilmente lievitare i prezzi dei prodotti alimentari.

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