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La Georgia schiacciata tra le tensioni con Mosca e la dipendenza dal grano russo

La Georgia schiacciata tra le tensioni con Mosca e la dipendenza dal grano russo
Diritti d'autore DANIL SEMYONOV/AFP
Diritti d'autore DANIL SEMYONOV/AFP
Di Antonio Michele Storto
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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pur con un governo tra i più antirussi della regione, la Georgia non ha finora aderito alle sanzioni. Una circostanza che si spiega con la bilancia commerciale tra i due paesi

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Potrebbe sembrare paradossale, ma proprio la Georgia - invasa dalla Russia nel 2008 e con un governo tra i più antirussi e filoaltlantici della regione - non ha finora aderito alle sanzioni contro Mosca.

In realtà, la situazione si spiega con la forte dipendenza georgiana dal grano russo, che copra l'80 per cento delle importazioni nel paese.

Dipendenza ostile

In generale, dopo la Turchia, la Russia occupa la seconda posizione sul mercato georgiano, con un volume di esportazioni che per Mosca copre l'11% del totale.

Ma a Tbilisi il governo - da circa un decennio in mano a Sogno Georgiano, un partito nato proprio sull'onda della forte avversione al Cremlino che si è radicalizzata con la guerra del 2008 - non esclude che, andando avanti, la guerra possa portare a una brusca rottura della catena di approvvigionamento

"Il principio in gioco qui è l'esistenza di riserve" spiege Levan Silagava, direttore dell'Associazione produttori di grano e farina della Georgia. "Se si possiedono riserve sufficienti, l'annullamento delle importazioni da qualsiasi paese, compresi gli stati ostili come la Russia, non dovrebbe essere un problema. Abbiamo due mesi di riserve e anche il tempo di passare ad altri paesi importatori senza alcun problema".

Inflazione e svalutazione

Ma per la deputata di Sogno Georgiano Eka Sepashvili, vicepresidente della Commissione parlamentare per le Politiche economiche, un eventuale blocco dell'importazione di grano e farina russi avrebbe un forte impatto sulla vita dei georgiani.

"I cittadini della Georgia - ha dichiarato - non potranno non accorgersene quando non ci saranno più pane, grano, grano saraceno, pasta, margarina e olio di girasole importati. Questo influenzerà direttamente la ricchezza dei georgiani. Allora dovremo iniziare a discutere di questioni come l'inflazione e la svalutazione della nostra moneta".

La Georgia peraltro compra anche energia dalla Russia.

Dopo l'Azerbaigian, la Russia è il più grande esportatore energetico nel paese dove invia anche una gran quantità di petrolio.

L'anno scorso la quota russa di petrolio importato in Georgia ha raggiunto il 20%.

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