Secondo l'intelligence britannica, la Russia ha perso almeno un terzo delle sue truppe di terra dall'inizio della guerra in Ucraina.
Dopo più di 80 giorni di guerra, l'offensiva russa sembra perdere slancio. Le forze russe continuano a bombardare la parte orientale dell'Ucraina, concentrandosi particolarmente sulla strategica regione del Donbass, ma le ingenti perdite sul campo cominciano a pesare tra le fila dell'esercito di Mosca.
Secondo l'intelligence britannica, la Russia avrebbe perso almeno un terzo delle sue truppe di terra schierate in Ucraina dall'inizio della guerra, rendendo difficile un loro rapido rimpiazzo. Secondo le cifre fornite da Kiev sono più di 25.000 i soldati russi uccisi. Dall'inizio del conflitto, Mosca ha riconosciuto la perdita solo di 1.351 militari.
La Russia "a un punto morto"
In questo contesto sono molti a pensare che il conflitto sia in una fase di stallo. Londra ritiene "improbabile un'accelerazione importante nell'avanzata nei prossimi 30 giorni".
Valutazioni condivise dal segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg, secondo cui la Russia "si trova a un punto morto" nel Donbass. "L'offensiva russa in Ucraina non sta andando secondo i piani di Mosca" ha dichiarato Stoltenberg durante il summit dei ministri degli Esteri della Nato, riuniti a Berlino. "I Russi non sono riusciti a prendere Kiev e si stanno ritirando anche dalla regione di Kharkiv. Il fronte principale nel Donbass è in stallo. La Russia non sta ottenendo i suoi obbiettivi principali", ha affermato il segretario generale dell'Alleanza atlantica.
Le forze russe respinte da Kharkiv
La controffensiva ucraina si concentra ora principalmente sul fronte nord-orientale, dove le truppe di Kiev hanno riconquistato posizioni importanti. Secondo l'intelligence statunitense, l'Ucraina "potrebbe avere vinto la battaglia di Kharkiv".
Le forze di Mosca, respinte dalla regione dopo settimane di combattimenti, stanno ora cercando di colpire le rotte logistiche e le infrastrutture.