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G7: "Non riconoscere i confini mutati dalla Russia con la forza"

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Di euronews
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I paesi del G7 non riconosceranno mai i confini modificati con la forza dalla Russia, e promettono di irrigidire ulteriormente le sanzioni contro Mosca.

Dopo tre giorni di colloqui nel nord della Germania, la dichiarazione finale si rivolge anche alla Bielorussia, invitata a non più fornire sostegno alla Russia e a rispettare i propri obblighi internazionali.

Annalena Baerbock, ministra degli Esteri tedesca, ha sottolineato l'importanza di mantenere l'unità. "La Russia sta preparando il terreno per nuove crisi con l'obiettivo deliberato di indebolire la coesione internazionale contro la sua invasione dell'Ucraina".

Dal vertice esce anche un monito alla Cina a non schierarsi con la Russia e a non aggirare le sanzioni internazionali. Pechino, per i paesi del G7, dovrebbe impegnarsi anche a sostenere la narrazione occidentale della guerra. Il documento conclusivo infatti esorta la Cina a "non favorire la disinformazione e la manipolazione allo scopo di legittimare l'aggressione russa all'Ucraina".

Al vertice si è anche parlato dell'ingresso di Svezia e Finandia nella Nato. "Crediamo fermamente che Svezia e Finlandia debbano aderire alla Nato. Non vedo l'ora di parlarne con Jens Stoltenberg. Ci auguriamo anche che l'adesione di Svezia e Finlandia sia rapida, come è fondamentale in queste circostanze", ha detto Melanie Joly, ministra degli Esteri canadese.

Una guerra ibrida totale è stata scatenata dall'Occidente contro la Russia. Un conflitto del quale non si può prevedere la durata. Abbiamo fatto di tutto per evitare un confronto diretto, ma ora che la sfida è stata lanciata ovviamente la raccogliamo
Sergei Lavrov
Ministro degli Esteri russo

L'allargamento della Nato fino ai confini russi viene percepito come una minaccia dal Cremlino, che sottolinea i rapporti con la Finlandia ispirati al "buon vicinato, alla cooperazione e al partenariato, con reciproco vantaggio".

Davanti a questa prospettiva il capo della diplomazia russa serei Lavrov parla di "guerra ibrida totale" scatenata dall'Occidente contro la Russia. Un conflitto del quale non si può prevedere la durata. Abbiamo fatto di tutto per evitare un confronto diretto, ma ora che la sfida è stata lanciata ovviamente la raccogliamo".

In questo clima è stata sospesa la fornitura di gas russo alla Finlandia, ufficialmente per le fatture non pagate in rubli. Helsinki afferma che solo il 10 per cento del consumo nazionale di gas proviene dalla Russia e che sta elaborando un piano per compensare i mancati arrivi.