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Vertice Nato a Ramstein: Berlino annuncia invio di "armi difensive"

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Di Giulia Avataneo  Agenzie:  ANSA - Reuters
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Il segretario Usa alla Difesa Lloyd Austin
Il segretario Usa alla Difesa Lloyd Austin   -   Diritti d'autore  AP Photo/Michael Probst

Un impegno rafforzato per sostenere l'Ucraina è arrivato dai Paesi Nato, riuniti in Germania nella base aerea di Ramstein per iniziativa del segretario alla Difesa statunitense Lloyd Austin. Presenti i ministri della Difesa e i capi di stato maggiore del Patto Atlantico per discutere non solo di Ucraina ma di difesa nel lungo periodo.

"Abbiamo avuto un confronto sincero e produttivo con il presidente Zelensky e la sua squadra sul supporto fornito e sulle esigenze dell'Ucraina alla luce dello spostamento della battaglia verso il Dombass e il sud - ha detto Austin - perché continueremo a smuovere mari e monti per poterle soddisfare".

Berlino: sì a invio di carri armati

La Germania ha autorizzato la consegna di carri armati "Guepard" all'Ucraina, ha annunciato il ministro della difesa, senza indicare il numero preciso ma segnando un importante cambio di passo nella linea di cautela tenuta da Berlino nel sostegno militare a Kiev.

Il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che ha subìto critiche in patria e all'estero per la mancata consegna di armi pesanti all'Ucraina da parte del suo governo, ha promesso la consegna di armi anticarro e antiaeree dalle riserve militari tedesche, che ha descritto comunque come "armi difensive".

La Francia ha già annunciato che invierà cannoni con una gittata di 40 chilometri e il Regno Unito ha donato missili antiaerei.

Londra: legittimo per Kiev attaccare la Russia

Il governo britannico di Boris Johnson intanto dichiara di considerare "interamente legittimo" l'uso da parte ucraina di armi fornite dal Regno Unito per prendere di mira obiettivi all'interno del territorio della Russia. Lo ha precisato il viceministro della Difesa, James Heappey, in un'intervista a Bbc radio dopo aver evocato in precedenza più genericamente un utilizzo di armi occidentali per colpire "oltre le linee" russe.

Il viceministro ha insistito a negare che sia comunque in gioco un coinvolgimento diretto della Nato contro Mosca; ma le sue parole rischiano d'alimentare il richiamo allo spettro di una guerra mondiale fatto dal ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov.

Esercitazioni navali al largo di Helsinki

Tre navi da guerra sono arrivate nel porto finlandese Turku lunedì per addestrarsi con la marina finlandese. Due giorni di esercitazioni che prepareranno le navi finlandesi a lavorare con quelle Nato nel 2022.

Helsinki e Stoccolma hanno annunciato che presenteranno insieme domanda di adesione alla Nato, spinti dalle tensioni crescenti con la Russia alle loro porte. La Finlandia e la vicina Svezia sono partner stretti dell'Alleanza, ma hanno evitato di unirsi al Patto Atlantico fondato nel 1949 per contrastare l'Unione Sovietica durante la guerra fredda.

"In questa situazione, dobbiamo essere coraggiosi come nazione e prendere decisioni specificamente pensando alla sicurezza della Finlandia e dei finlandesi, sia ora che in futuro", ha detto il primo ministro finlandese Sanna Marin in un'intervista. "La Nato non accetterebbe l'uso della forza militare contro un paese candidato. Con una possibile adesione alla Nato, Marin ritiene che "la Finlandia dovrebbe anche decidere chi rappresenterebbe il Paese ai vertici dell'alleanza di difesa".

L'allarme della Cina

Dopo le dichiarazioni di Lavrov sul rischio di una "terza guerra mondiale", il portavoce del ministro degli Esteri cinese Wang Wenbin ha invitato alla moderazione, osservando che sulla guerra in

Ucraina "tutte le parti interessate dovrebbero mantenere la calma e il controllo, prevenire l'escalation e raggiungere la pace il prima possibile". Lo scopo, ha osservato il portavoce, è quello "di evitare di far pagare un prezzo maggiore all'Europa e al mondo intero".

Nella situazione attuale, "tutte le parti devono prima sostenere il dialogo e la negoziazione per evitare che gli scontri si espandano e si protraggano nel tempo". Allo stesso tempo, come parte ulteriore del problema, "dovremmo anche riflettere sul motivo per cui l'Europa è ricaduta nel vortice dei conflitti geopolitici più di 30 anni dopo la fine della Guerra Fredda" per poter costruire "un'architettura di sicurezza europea equilibrata, efficace e sostenibile e rafforzare il sistema globale di governance della sicurezza".

Allo stato, malgrado le pressioni di Usa, Ue e alleati, Pechino non ha ancora condannato l'aggressione russa ai danni dell'Ucraina, mantenendo una posizione di difficile neutralità verso Mosca, tutelando "una partnership senza limiti".