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Il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko: "La città è ancora in mani ucraine"

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Di Euronews
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AP Photo   -   Diritti d'autore  Alexei Alexandrov/Copyright 2022 The Associated Press. All rights reserved.

Il sindaco di Mariupol, Vadym Boychenko, smentisce Vladimir Putin affermando che la città è ancora in mani ucraine, dopo che il presidente russo ne aveva rivendicato la conquista ordinando, però, di non assaltare la residua resistenza ucraina sul campo di battaglia.

Nell'Ucraina orientale, "le forze russe continuano ad attaccare con mezzi aerei e di artiglieria pesanti", fa sapere l'Istituto per lo studio della guerra (ISW).

"La città era, è e rimane ucraina oggi - dice il sindaco - perché i nostri coraggiosi guerrieri, i nostri eroi, la stanno difendendo al meglio delle possibilità.

Non importa quali dichiarazioni vengono fatte in Russia, la città è e sarà ucraina".

Boychenko ha detto che le forze russe stanno portando i corpi degli ucraini uccisi in una fossa comune nella città di Manhush.

Mariupol è stato un obiettivo chiave per la Russia sin dall'inizio dell'invasione: far propria la città permetterebbe a Mosca di stabilire un corridoio di terra verso la penisola di Crimea.

"L'operazione continua secondo i piani - dice Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino - Mariupol, che è diventata un fulcro di formazioni nazionaliste, è stata liberata.

C'era ed c'è tuttora un'opportunità per le truppe ucraine di deporre le armi ed uscire attraverso corridoi stabiliti".

AP/Satellite image ©2022 Maxar Technologies
AP PhotoAP/Satellite image ©2022 Maxar Technologies

Intanto, tre autobus di civili evacuati hanno lasciato il porto cittadino e sono arrivati a Zaporizhia, nel sud-est del Paese.

Dieci soldati e nove civili sono inoltre stati rilasciati in un nuovo scambio di prigionieri con la Russia.

Più di 7,7 milioni di persone sono sfollate in Ucraina a causa del conflitto con la Russia, fa sapere l'Organizzazione internazionale per le migrazioni (IOM), il 60% delle quali donne.