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Anche la discendente di Leone Tolstoj accoglie gli ucraini

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Di euronews e AFP
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Marta Albertini Tolstoj
Marta Albertini Tolstoj   -   Diritti d'autore  AFP

La discendente di Leone Tolstoj, immenso monumento ottocentesco della letteratura e della filosofia russa, non ha dubbi: il suo antenato sarebbe affranto per l'aggressione di Putin all'Ucraina. Marta Albertini pronipote di Leone Tolstoj, vive in Svizzera da cui segue con apprensione le notizie che giungono dall'Europa dell'est riportate anche da una giovane rifugiata ucraina che con la madre è venuta a vivere da lei.

La Svizzera che accoglie

"Ho accolto le profughe ucraine nel pomeriggio, avevo comprato una torta, ci siamo seduti intorno al tavolo e ho guardato i loro occhi e i loro occhi erano così tristi, non ho avuto il coraggio di chiedere nulla, sarebbe stato indiscreto": amette Albertini Tolstoj. La ventiquattrenne Anastasia Sheludko è giunta nell'incantato paesaggio montano di Lens, (dove vive Albertini) insieme alla madre, il 13 marzo scorso, più di una settimana dopo la fuga dalla loro città di Mykolaiv, nel sud dell'Ucraina. Fanno parte degli oltre 23.000 ucraini arrivati ​​in Svizzera. sono già diversi milioni coloro che hanno lasciato il paese devastato dalla guerra. "Una mattina ti svegli perché il tuo aeroporto è stato bombardato all'alba, percepisci l'esplosione anche a grande distanza, molto chiaramente, e poi vedi il cielo rosso in lontananza, e sai che la tua vita è cambiata" racconta Sheludko.

Per Albertini un'accoglienza obbligatoria

Raggiungere la Svizzera è stato un enorme sollievo, l'accoglienza suscita un senso di profonda gratitudine negli ucraini che già vivono lo shock del disastro bellico. Intanto le due ucraine solo in seguito si sono rese conto chi fosse la signora russa che le accoglie. Anastasia ammette che essere ospitata da una discendente di quest'uomo è "un grande onore". Per Albertini  non è tanto una questione d'onore.

"Ho avuto la fortuna di possedere questo appartamento, che mi ha permesso di ospitare qualcuno, ho ricevuto molte lettere e messaggi di complimenti per quello che faccio, ma non c'è ragione di sentirsi dire 'brava', per me è stata una cosa istintiva aprire la mia casa": conclude Albertini.