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Lei ucraina, lui russo, 'ma i miei credono a Putin'

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Di ANSA
Coppia con 4 figli a Treia, la nostra vita è sospesa.
Coppia con 4 figli a Treia, la nostra vita è sospesa.

(ANSA) – TREIA, 15 MAR – In fuga dalla guerra e da Vladimir
Putin. Un’intera famiglia – papà, mamma e 4 figli – è arrivata
da una decina di giorni a Treia, piccolo Comune del Maceratese,
dopo aver lasciato la loro casa di Kiev. Quella della famiglia
Mirgorod – raggiunta dall’ANSA nelle Marche – non è una storia
come tutte le altre, nelle vene dei bimbi scorre sangue per metà
russo e metà ucraino, ma loro sono in pace con se stessi. Così
come lo sono papà Denis, 49 anni, russo di San Pietroburgo, e
mamma Oksana, 42 anni, nata nella capitale ucraina. Ma non è
così nelle loro rispettive famiglie. “I miei – racconta l’uomo
- guardano la tv russa e credono più alla propaganda di Putin
che al loro figlio e cioè a me”. “Mia madre – dice invece la
donna – quando siamo fuggiti mi ha detto che se potesse,
ucciderebbe il presidente russo con le proprie mani”. Denis,
quando è invitato a rivolgere un appello a Putin si limita a
dire che “non ci sono parole”. Ma, raccontando che sono 20 anni
che vive a Kiev, ammette che “ormai mi sente più ucraino che
russo”. Mentre mamma e papà raccontano gli orrori vissuti in
questi giorni, la loro azienda di fertilizzanti per
l’agricoltura ormai distrutta e il loro futuro incerto, i figli
(che hanno un’età compresa tra 15 e 3 anni) stanno ad ascoltare
in silenzio, uno accanto all’altro, stretti attorno ai loro
genitori. I Mirgorod sono venuti a Treia, perché circa un anno
fa hanno acquistato qui un casolare da ristrutturare. Oggi sono
ospitati da una vecchia conoscenza: “ il nostro desiderio è che
la guerra finisca al più presto e tornare in Ucraina, ma è
prematuro immaginare il futuro. Faremo quello che sarà giusto
fare per i nostri figli”. Con il domani in sospeso, c‘è da
affrontare il presente che per Denis e Oksana significa
sostenere, anche se a distanza, la popolazione ucraina: “Mio
marito – dice con orgoglio la donna – ha donato tutto quello che
abbiamo a Kiev, comprese le auto e i sotterranei per
rifugiarsi”. (ANSA).

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