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Sanzioni a Mosca e armi a Kiev: la guerra in Ucraina e le azioni dell'Occidente

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Di Euronews
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Sanzioni a Mosca e armi a Kiev: la guerra in Ucraina e le azioni dell'Occidente
Diritti d'autore  Michel Spingler/Associated Press

È una partita che si gioca anche lontano da Kiev. L'Occidente ha messo in campo una serie di azioni diffuse per sanzionare l'invasione russa dell'Ucraina.

Su richiesta del governo francese, una nave commerciale - la Baltic Leader - che trasportava auto a San Pietroburgo, è stata dirottata a Boulogne-sur-Mer, nel passo di Calais.
L'imbarcazione russa è sospettata di appartenere a una compagnia presa di mira dalle sanzioni Ue contro Mosca.

Germania, deciso l'invio di armi a Kiev

L'Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo per rimuovere alcune banche russe da Swift, il sistema informatico interbancario che consente le transazioni e le altre operazioni finanziarie a livello globale.

È quanto si legge in un comunicato congiunto Usa-Ue.

La presidente della Commissione europea Ursula von del Leyen Von der Leyen ha spiegato di aver proposto queste nuove sanzioni coordinandosi con i principali leader alleati, tra i quali Joe Biden, Emmanuel Macron, Boris Johnson e Mario Draghi. 

Nel complesso il pacchetto di sanzioni - che colpisce settore finanziario, oligarchi russi, comparto degli idrocarburi, export della tecnologia in Russia - è stato definito in occasione del Consiglio straordinario europeo.

Anche l'invio di armi è un'opzione sul tavolo: la Germania, che sembrava piuttosto cauta, ha deciso di sostenere militarmente Kiev un carico di 1.000 dispositivi anticarro e 500 missili terra-aria Stinger.
Anche i Paesi Bassi sono pronti a inviari armamenti in aggiunta ai 200 missili Stinger già promessi.

La Repubblica Ceca ha approvato ulteriori aiuti miltari. Tra questi, figura un carico di armi e munizioni (mitragliatrici, fucili di precisione, pistole ecc. per circa 190 milioni di corone, ha annunciato il ministro della Difesa, Jana Cernochova.

Anche lo sport dice no alla guerra

Conflitto sul campo e guerra simbolica: il presidente della federazione polacca Kulesza ha comunicato ad esempio la decisione di non voler giocare la sfida delle qualificazioni mondiali di calcio contro la Russia in programma il prossimo 24 marzo a Mosca.

Kulesza ha annunciato di lavorare con le federazioni svedese e ceca (impegnate nell'altra semifinale) per presentare una posizione comune alla FIFA.