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L'Africa vittima dei cambiamenti climatici. Rischi anche per l'Europa

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Di Gregoire Lory
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L'Africa  vittima dei cambiamenti climatici. Rischi anche per l'Europa
Diritti d'autore  ZINYANGE AUNTONY/AFP or licensors

Così il presidente francese Emmanuel Macron al vertice euroafricano di Bruxelles: "Dobbiamo accompagnare il continente africano nella sua transizione energetica e climatica".

Il tono è dato su una delle questioni in gioco al vertice di giovedì e venerdì tra Unione europea e Africa. Le cifre parlano da sole. Secondo l'ONU, entro il 2030 oltre 100 milioni di africani saranno colpiti dal riscaldamento globale. Siccità, inondazioni, scioglimento dei ghiacciai nel prossimo futuro, si tratta di eventi climatici estremi che accentuano l'insicurezza alimentare e la povertà. Il costo è alto per un continente a basso reddito.

Dice Robert Muthami, della Friedrich Ebert Stiftung Kenya, esperto di cambiamenti climatici membro della delegazione COP 2021: "Si stima che gli effetti devastanti del cambiamento climatico aumenteranno (per raggiungere) in realtà anche più del 50% del PIL del continente entro il 2030. Questa è in realtà una pillola amara da ingoiare dato che il continente africano contribuisce solo per il 4% totale alle emissioni respnsabili dell'effetto serra.

L'Africa si è riscaldata più velocemente della media globale, afferma l'ONU. Gli eventi meteorologici estremi stanno minacciando la produzione agricola e l'accesso all'acqua. Queste tensioni potrebbero portare allo sfollamento di 86 milioni di persone entro il 2050. Per l'Unione Europea c'è anche il rischio dell'arrivo i un enorme numero di profughi climatici. .

Così l'eurodeputato socialista Andreas Schieder:  "I paesi industrializzati inquinano molto molto di più, ma il continente africano sta soffrendo molto di più. Quindi dobbiamo regolare tutto su una nuova comprensione della giustizia e della cooperazione. Non dobbiamo dimenticare che l'emissione di CO2 pro capite in Africa è la più bassa mentre il la produzione di emissioni di CO2 pro capite nel mondo è in Europa, negli Stati Uniti e in Asia la più alta".

Tuttavia, non tutti i paesi africani sono pronti a rinunciare nell'immediato futuro alla manna finanziaria generata dalle grandi riserve di combustibili fossili del continente.