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Pyongyang e rimpianti. Pechino: "Si stava meglio con Donald Trump"

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Di Diego Giuliani  & AFP, AP
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Un murales che ritrae il presidente Trump e quello cinese Xi Jinping fa il verso a Berlino a quello sul celebre bacio tra Brežnev e Honecker
Un murales che ritrae il presidente Trump e quello cinese Xi Jinping fa il verso a Berlino a quello sul celebre bacio tra Brežnev e Honecker   -   Diritti d'autore  JOHN MACDOUGALL/AFP or licensors

Fumata nera, al Consiglio di Sicurezza ONU, sulla risoluzione che condannava atteggiamento aggressivo e ripetuti test missilistici della Corea del Nord. Proposto dagli Stati Uniti, il testo è stato fra gli altri boicottato da Cina e Russia. Terza in appena in un mese, al pari di quella del 20 gennaio, la riunione del non è quindi potuta andare oltre una dichiarazione comune siglata da otto dei paesi membri.

Questi i paesi che hanno appoggiato la risoluzione: Stati Uniti, Regno Unito, Albania, Francia, Irlanda, Norvegia, Emirati Arabi Uniti, Brasile

Questi i paesi che hanno boicottato la risoluzione: Russia, Cina, Messico, India, Gabon, Kenya, Ghana

"Spendere miliardi in test missilistici è uno schiaffo alla popolazione che soffre la fame"

"Siamo preoccupati dalla situazione umanitaria sul campo - ha detto l'ambasciatrice USA alle Nazioni Unite, Linda Thomas-Greenfield -. Abbiamo fatto tutto il possibile per fornire aiuti umanitari. Spendere milioni di dollari in test militari quando la popolazione soffre la fame, significa però che questo Paese ignora completamente i bisogni dei suoi cittadini".

Pechino denuncia dal canto suo un "circolo vizioso di condanne, sanzioni e tensioni" ed esprime rimpianto per l'amministrazione Trump. "Allora abbiamo assistito alla sospensione dei test nucleari e balistici - dice Zhang Jun, ambasciatore cinese all'ONU . Adesso se gli Stati Uniti vogliono arrivare a una svolta con Pyongyang, devono fare prova di maggiore sincerità e flessibilità".

Quando c'era Donald Trump abbiamo assistito alla sospensione dei test nucleari e balistici. Adesso siamo invece prigionieri di un circolo vizioso di condanne, sanzioni e tensioni
Zhang Jun
Ambasciatore cinese all'ONU

Il fallimento di questa risoluzione, ha riassunto l'ambasciatrice statunitense, finisce per ricompensare la Corea del Nord. I suoi firmatari temono che stallo e silenzio del Consiglio di sicurezza incitino Pyongyang a proseguire con le sue politiche aggressive e di sfida.