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Crisi in Ucraina, il monito degli USA: "Siamo pronti a tutto". Mosca respinge ogni accusa

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Di Debora Gandini
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Crisi in Ucraina, il monito degli USA: "Siamo pronti a tutto". Mosca respinge ogni accusa
Diritti d'autore  Photo : Richard Drew (Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.)

Mentre la Russia continua a inviare truppe e attrezzature militari ai confini dell'Ucraina, dalla Casa Bianca arriva l’ennesimo avvertimento. Il presidente Joe Biden ha fatto sapere che gli Stati Uniti sono pronti a tutto quello che può accadere: "Alle Nazioni Unite abbiamo mostrato la piena natura della minaccia di Mosca alla sovranità ed integrità territoriale dell’Ucraina e ad i principi base dell’ordine internazionale - ha sottolineato Biden sollecitando ancora una volta a seguire la strada della diplomazia per uscire dalla crisi.”

Al Consiglio di sicurezza dell'Onu sull’Ucraina l’inviato di Mosca ha negato qualsiasi progetto di invasione, accusando Washington di provocare. L’ennesimo scontro tra Russia e Stati Uniti con Kiev che ribadisce che ci sono ormai oltre 130mila soldati russi schierati.

Linda Thomas-Greenfield, ambasciatrice statunitense presso il Palazzo di Vetro. ha dichiarato che recentemente Mosca ha minacciato di intraprendere un'azione militare se le sue richieste non fossero state soddisfatte. Se questo dovesse accadere le conseguenze saranno orribili.

Immediata la risposta della controparte russa. Vassily Nebenzia ambasciatore russo all'ONU ha sottolineato come le discussioni su una minaccia di guerra siano di per sé una provocazione. “C’è chi aspetta che qualcosa accada veramente e chi aspetta che le parole si trasformino in fatti.

"Alle Nazioni Unite abbiamo mostrato la piena natura della minaccia di Mosca alla sovranità ed integrità territoriale dell’Ucraina e ad i principi base dell’ordine internazionale.”
Joe Biden
Presidente degli Stati Uniti

Lontano dai palazzi Emmanuel Macron e Vladimir Putin hanno avuto un colloquio telefonico su garanzie di sicurezza e maggiore dialogo nella crisi.Kiev ha rinnovato l'appello ai russi perché ritirino le truppe dal confine, il Cremlino ha rimbalzato la palla all’Occidente chiedendo ancora una volta, come fa da mesi, chiedendo garanzie per la propria sicurezza.

La minaccia di sanzioni economica, resta al momento il deterrente piè forte: un'invasione russa finirebbe col minare gravemente l'economia di Mosca. A questo proposito è entrata in gioco anche la Gran Bretagna annunciando, oltre a un ingente dispiegamento di forze in Europa orientale, interventi e sanzioni contro gruppi di oligarchi vicini al Cremlino che hanno investito grandi patrimoni nella City. E anche il Congresso americano è vicino alla chiusura del cerchio sulle sanzioni.

Intanto Mosca avrebbe inviato una risposta scritta agli Stati Uniti, come richiesto, ma finora tutte queste mosse sono ancora riuscite a smorzare la tensione che resta altissima.