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Attesa per il rapporto "Partygate": Keir Starmer critica e Boris Johnson trema

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews World
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A Bo-Jo serve l'elmetto...per proteggersi dalle critiche e dalle richieste di dimissioni.
A Bo-Jo serve l'elmetto...per proteggersi dalle critiche e dalle richieste di dimissioni.   -   Diritti d'autore  Peter Byrne/AP

Il nemico pubblico numero uno per Boris Johnson, ora, è Keir Starmer, leader del Partito Laburista britannico e dell'opposizione.
Ha chiesto la pubblicazione rapida e completa del rapporto dell'alta funzionaria del Cabinet Office Sue Gray sugli scandali "Partygate" e il completamento dell'inchiesta di Scotland Yard per le presunte violazioni del protocollo-Covid durante almeno tre feste organizzate nel 2020, in pieno lockdown, a Downing Street, la celebre residenza del primo ministro britannico.

Due indagini: troppe?

Scotland Yard avrebbe chiesto che nell'atteso rapporto sul "Partygate" siano "minimi i riferimenti" alle vicende collegate all'inchiesta indipendente che la polizia sta conducendo sulle feste al numero 10 di Downing Street.
La polizia londinese ha precisato che "non è stato chiesto che il rapporto sia ritardato o limitato su altri eventi". Anzi, "sono in corso contatti con il Cabinet Office, incluso sul contenuto del rapporto, per evitare qualsiasi pregiudizio alla nostra indagine".

Starmer: "Il governo è paralizzato"

Il leader laburista Keir Starmer, intanto, ha dichiarato che è "gravissimo che l'attenzione sia rivolta ai comportamenti del primo ministro piuttosto che agli enormi problemi che ha il nostro Paese".

"Quello che voglio vedere è il rapporto completo del Cabinet Office e l'indagine di polizia terminati il prima possibile, perché siamo in una situazione in cui l'intero governo è paralizzato, proprio perché la polizia sta indagando su quello che il primo ministro faceva a Downing Street".
Keir Starmer
59 anni, Leader Partito Laburista britannico dal 2020
Screengra by AP video
Kier Starmer durante la sua intervista.Screengra by AP video

Boris Johnson, che nei giorni scorsi ha visitato un sito industriale in Galles, ha smentito di aver fatto pressioni alla funzionaria Sue Gray per ritardare la pubblicazione del rapporto sul "Partygate", ma è decisamente in difficoltà.

Sotto pressione da parte dell'opposizione, ma anche dai suoi stessi "Tories", dopo che sono emersi i dettagli delle presunte violazioni del protocollo-Covid.

I (troppi) guai di Bo-Jo

Almeno tre i "Party" sotto la lente di ingrandimento, con feste al numero 10 di Dowming Street organizzate con la presenza di un numero di persone molto superiore alle sei unità, che all'epoca dei fatti era la norma prevista dal protocollo-Covid stabilito dallo stesso governo-Johnson.

Peter Byrne/AP
Boris Johnson in visita ad un sito industriale di Penmaenmawr, nel nord del Galles. 27.1.2022Peter Byrne/AP

Secondo alcuni analisti, il rapporto "Partygate", che dovrebbe essere reso pubblico lunedi 31 gennaio, potrebbe essere rivisto da un team di avvocati "vicini" al governo" prima di essere dato in pasto al Parlamento e, soprattutto, alla stampa.