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Colloqui a Oslo tra Talebani e Occidente: "Nessun riconoscimento del governo talebano"

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Di Cristiano Tassinari  & Euronews World
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Colloqui a Oslo tra Talebani e Occidente: "Nessun riconoscimento del governo talebano"
Diritti d'autore  AP

I colloqui tra i rappresentanti dei Talebani e i diplomatici occidentali sono proseguiti questi lunedì alla periferia di Oslo, capitale della Norvegia.

L'incontro, della durata di tre giorni, continuerà fino a martedì: è il primo vertice in Europa da quando i Talebani hanno ripreso il controllo dell'Afghanistan, lo scorso agosto.

Visite "politiche"

In precedenza, i Talebani erano già stati in visita "politica" in Russia, Iran, Qatar, Pakistan, Cina e Turkmenistan.

La delegazione talebana a Oslo è guidata dal ministro degli esteri Amir Khan Muttaqi.
La diplomazia occidentale è rappresentata da diplomatici di Stati Uniti, Francia, Germania, Norvegia, Italia e Unione europea.

La riunione a porte chiuse a Oslo è un'occasione per ascoltare i rappresentanti della società civile in Afghanistan e la diaspora afghana sulle loro richieste e la valutazione della situazione laggiù, dopo il ritorno al potere dei Talebani.

Stian Lysberg Solum/Stian Lysberg Solum / NTB
L'attivista Heda Khamoush chiede maggiori diritti per le donne in Afghanistan.Stian Lysberg Solum/Stian Lysberg Solum / NTB

"Molti paesi cancelleranno l'immagine sbagliata del governo afghano"

Il vice direttore della cooperazione economica del governo talebano, Shafiullah Azam:
"È un passo per legittimare il governo afghano da parte di questi paesi. In realtà, sulla base della propaganda degli ultimi vent'anni, ci sono sempre stati problemi riguardanti i Talebani, ma ora questo tipo di invito e di comunicazione aiuterà l'Unione europea, gli Stati Uniti e molti altri paesi a cancellare l'immagine sbagliata del governo afghano".

Screengrab by AP Video
"Un passo importante per legittimare il governo afghano".Screengrab by AP Video

"Nessuna legittimazione"

D'altra parte, nessun paese ha riconosciuto il governo talebano, e la ministra degli Esteri norvegese Anniken Huitfeldt ha sottolineato che gli incontri non sono assolutamente "una legittimazione o un riconoscimento dei Talebani".

Una richiesta dei Talebani è di sbloccare quasi 10 miliardi di dollari della Banca Centrale Afghana, congelati dagli Stati Uniti e da altri paesi occidentali, in un periodo in cui l'Afghanistan deve affrontare una situazione umanitaria disastrosa.

Al centro delle richieste dei mediatori occidentali, c'è la situazione dei diritti umani e, in particolare, delle donne sotto il regime talebano.

La Norvegia, patria del premio Nobel per la Pace, è la "casa" della diplomazia.

È stata coinvolta negli sforzi di pace in diversi paesi nel mondo, tra cui Mozambico, Afghanistan, Venezuela, Colombia, Filippine, Israele e Territori Palestinesi, Siria, Myanmar, Somalia, Sri Lanka e Sud Sudan.

Emergenza umanitaria

La situazione umanitaria in Afghanistan è peggiorata drasticamente da agosto.

Gli aiuti internazionali, che finanziavano circa l'80% del bilancio afghano, si sono bruscamente fermati e gli Stati Uniti - come scritto sopra - hanno congelato quasi 10 miliardi di dollari in beni appartenenti alla Banca Centrale Afghana.

La disoccupazione è salita alle stelle e gli stipendi dei dipendenti pubblici non vengono pagati da mesi.

Anche le condizioni meteorologiche sono disastrose: l'Afghanistan è devastato da una gravissima siccità.

La fame minaccia ora 23 milioni di afghani, o il 55% della popolazione, secondo le Nazioni Unite: per l'ONU servirebbero 4,4 miliardi di dollari dai paesi donatori, quest'anno per affrontare la crisi umanitaria.